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Livatino. Il ricordo di La Russa: il suo coraggio ancora attuale

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 21 Settembre, 2023, 13:38:15 di Maurizio Barra

“Nel giorno del 33esimo anniversario dalla barbara e vile uccisione del Giudice Rosario Livatino per mano della mafia, desidero ricordare un grande servitore dello Stato e un uomo di profonda fede che ha dedicato la sua intera vita nel combattere la criminalità organizzata e il malaffare”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sottolineando che “il suo coraggio e le sue azioni sono d’esempio per noi, per proseguire nel cammino intrapreso da eroi come lui, verso la legalità e la ricerca di giustizia. L’Italia non dimentica il suo sacrificio”.

La Russa: il suo coraggio ancora attuale

“A trentatre anni dal suo assassinio ricordiamo la figura e la memoria del giudice Rosario Livatino, uno dei tanti magistrati che ha pagato con la vita la lotta alla criminalità organizzata in Sicilia. Il suo insegnamento, il suo coraggio e il suo pensiero sono forti e attuali ancora oggi”. Così il Presidente del Senato Ignazio La Russa.

 

Don Ciotti: bisogna trovare il coraggio per collaborare

“Bisogna trovare il coraggio di avere più coraggio. Abbiamo avuto testimonianze di persone che lo hanno fatto, si sono sacrificate, molte sono state anche emarginate, ma che hanno portato un grande contributo nel contrasto alla violenza criminale mafiosa. Oggi, in Italia, si è passati dal crimine organizzato mafioso al crimine normalizzato, cioè nella coscienza della gente è diventato uno dei tanti problemi. E invece non lo è. La presenza criminale è ancora molto presente e molto viva”. Lo ha detto don Luigi Ciotti, a Santo Stefano Quisquina (Agrigento) per celebrare un matrimonio, nel giorno del 33esimo anniversario dell’uccisione, da parte della criminalità organizzata, del giudice Rosario Livatino, “Loro si sono performati – dice il sacerdote che ha creato l’associazione ‘Libera’ –  e tocca anche a noi unire le nostre forze per diventare una forza propositiva, di cambiamento. Non possiamo delegarlo solo alla magistratura e alle forze di polizia. Se vogliamo bene al nostro Paese, ai nostri territori dobbiamo avere il coraggio di avere più coraggio. E quando vediamo delle cose che non vanno bene dobbiamo, trovando i modi giusti, di collaborare per la ricerca della verità e della giustizia. Non dimentichiamoci che la presenza mafiosa c’è – sottoline a don Ciotti  – e che oggi i grandi boss sono passati dalle forme più arcaiche di una volta a essere manager e imprenditori del Paese. Si camuffano e sono presenti. E allora dobbiamo essere ancora più presenti noi”. 

Rosario Livatino, la camicia insanguinata che il magistrato indossava il giorno del suo omicidio portata in una teca Ansa

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