Ultimo aggiornamento 22 Settembre, 2023, 17:50:38 di Maurizio Barra
Il capo dello Stato ebraico illustra l’idea di come “Israele può diventare un ponte di pace e prosperità” tra Africa, Asia ed Europa e “se Trump ha iniziato con gli Accordi di Abramo il processo di normalizzazione, sotto Biden si potrà concludere la pace con il regno saudita”.
Il premier che ha portato l’ultradestra ortodossa alla Knesset e che con la sua maggioranza ha proposto una riforma della giustizia tra le più contestate della storia israeliana, ha elogiato i frutti degli accordi per la normalizzazione dei rapporti con i Paesi arabi, chiarendo però la sua posizione sul ruolo dei palestinesi nell’agognata pace: “non dare loro il diritto di veto sui nuovi trattati di pace con gli Stati arabi”, spiegando che i palestinesi “dovrebbero far parte di questo processo, ma non avere diritto di veto su di esso”. Anzi la pace con i Paesi arabi “aumenterebbe effettivamente le prospettive di pace tra Israele e palestinesi”.
L’intesa con Biden aveva fatto notizia dopo il faccia a faccia alla Casa Bianca di qualche ora fa. Il loro primo incontro da quando Netanyahu è tornato al potere e dopo i lunghi mesi di proteste interne a causa della riforma giudiziaria e la “clausola di ragionevolezza” che secondo i detrattori, è una minaccia allo stato di salute della democrazia israeliana perché intacca la separazione dei poteri e i principi dello Stato di diritto. Biden non si è fatto mancare l’occasione per ribadire “la sua preoccupazione per qualsiasi cambiamento fondamentale e non consensuale del sistema democratico di Israele”. Incontro da ripetersi dunque.
AP Biden e Netanyahu alla Casa Bianca
L’Arabia Saudita “è ogni giorno più vicina” alla normalizzazione dei rapporti con Israele, ha detto il principe ereditario saudita e uomo forte del Regno, Mohammed bin Salman, in un’intervista a Fox News, di cui sono state diffuse alcune anticipazioni.
“Finora i negoziati sono andati bene”, ha detto il principe smentendo le notizie di una sospensione dei colloqui con Israele. “Speriamo che portino a un risultato che renda la vita più facile ai palestinesi e che permetta a Israele di svolgere un ruolo in Medio Oriente”, ha aggiunto Salman.
L’accordo potrebbe implicare garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti per la monarchia petrolifera saudita, storicamente alleata di Washington nonostante una pessima reputazione sul piano del rispetto dei diritti umani. Mohammed bin Salman ha ricordato che i legami tra Riad e Washington risalgono a ottant’anni fa e che un possibile accordo di sicurezza con Israele “rafforzerebbe” la loro cooperazione militare ed economica.
Nell’intervista, peraltro, Bin Salman rivolge parole dure nei confronti del programma nucleare iraniano, minacciando di dotarsi di armi atomiche se Teheran dovesse arrivare ad averle per prima: “Se ne ottengono una, dobbiamo ottenerne una anche noi”, ha avvertito, spiegando che Riad “si preoccupa” quando qualsiasi altro Paese acquisisce un’arma nucleare.
(GettyImages) Benjamin Netanyahu e il principe Abdulaziz bin Salman
La prospettiva di un accordo strategico tra Israele e Sauditi rimescolerebbe le carte nella grande regione del Medio Oriente che da sola detiene il 60% delle risorse mondiali di petrolio del pianeta. L’accordo non piace all’Iran, non solo perchè Teheran considera Israele il nemico numero uno dopo gli Usa, ma soprattutto a causa della recente “pace” – mediata da Pechino – considerata una svolta nei rapporti diplomatici del Golfo Persico, avvenuta a Marzo scorso fra Riad e Teheran, avversari di lunghissima data.
Sempre in sede Onu, dopo le sorprendenti dichiarazioni di Netanyahu, il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha accusato l’Arabia Saudita di voler tradire la causa palestinese: “Crediamo che una relazione tra i Paesi della regione e il regime sionista sarebbe una pugnalata alle spalle del popolo palestinese e della loro resistenza”, ha detto il presidente iraniano conservatore a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
E non perde tempo, annunciando oggi da New York, che Teheran e Gibuti, importante Paese musulmano nel Corno d’Africa, hanno ristabilito le relazioni bilaterali che erano interrotte da sette anni, quando il Paese africano decise di compiere un gesto di solidarietà nei confronti dell’Arabia Saudita dopo la rottura dei rapporti tra Riad e Teheran. Un incontro fruttuoso tra il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian e quello gibutiano Mahamoud Ali Youssouf. ”L’Iran e Gibuti, in linea con gli interessi e le aspirazioni di entrambi i popoli, hanno deciso di riprendere le relazioni diplomatiche”, ha confermato in un tweet Amir-Abdollahian.
GettyImages Il presidente iraniano Ebrahim Raisi durante la 78a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite (ONU) presso la sede delle Nazioni Unite a New York
