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Processo Grillo jr, la ragazza in lacrime, udienza sospesa

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Ultimo aggiornamento 22 Settembre, 2023, 19:05:13 di Maurizio Barra

E’ scoppiata in lacrime durante la deposizione e l’udienza è stata sospesa per darle modo di riprendersi, la teste-chiave che sta testimoniando nel processo a Ciro Grillo e a 3 suoi amici genovesi accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di due studentesse milanesi. “Ha pianto mentre ricostruiva i fatti, raccontando quello che prova ancora adesso”, ha riferito l’avvocata Giulia Bongiorno, che difende l’amica della teste e principale accusatrice degli imputati. “Oggi – precisa l’avvocata – non è stata sentita la mia assistita ma di fatto il testimone chiave è proprio questa ragazza che è stata efficace e lucida”.

“Un’udienza a tratti drammatica ma credo che abbia messo una pietra angolare importante sulla ricostruzione di quanto accaduto”. Così Giulia Bongiorno, avvocata della principale accusatrice dei 4 imputati genovesi sotto processo a Tempio Pausania con l’accusa di violenza sessuale di gruppo, al termine della deposizione davanti al pm dell’amica della sua assistista, all’epoca dei fatti 19enne. “Per la prima volta – sottolinea l’avvocata – abbiamo avuto la ricostruzione dalla viva voce di una delle protagoniste e per la prima volta il tribunale ha potuto vedere, e non leggere sui giornali, il dolore e la sofferenza di queste ragazze”.

 

In aula anche la prima accusatrice: ‘Devo farmi forza’

Per la prima volta da quando si è aperto il processo contro Ciro Grillo e i tre suoi amici genovesi, si è presentata in aula, accompagnata dall’avvocata Giulia Bongiorno, la principale accusatrice dei quattro ragazzi. Per la studentessa italo-norvegese, all’epoca dei fatti 18enne, un ritorno in Sardegna: “Adesso devo farmi forza”, ha detto alla sua legale. Questa mattina la giovane ha preso parte all’apertura dell’udienza ma non potrà assistere alla deposizione dell’altra presunta vittima che verrà sentita oggi. Gli avvocati degli imputati si sono infatti opposti e la ragazza è stata fatta accomodare in un’altra stanza del tribunale, in attesa della pronuncia dei giudici sulle questioni tecniche legate al collegio giudicante sollevate dalla difesa e che si proceda con la testimonianza dell’amica che si trovava con lei nella villetta di Porto Cervo la notte tra il 16 e il 17 luglio del 2019 quando si sarebbe consumata la violenza sessuale di gruppo.

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