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Ultimo aggiornamento 25 Settembre, 2023, 23:45:16 di Maurizio Barra
Cova per anni senza dare sintomi e quando dà segni della sua presenza, la situazione è già gravissima. L’aneurisma dell’aorta addominale è tra le patologie cardiovascolari più insidiose. Colpisce ogni anno circa 25 mila nuove persone in Italia, prevalentemente maschi sopra i 60 anni, e se non identificato tempestivamente può essere fatale. “La definizione di aneurisma è quella di una dilatazione abnorme di un tratto localizzato di un vaso sanguigno. Il più frequente è quello dell’aorta addominale nel tratto sottorenale”, spiega Rocco Giudice, Direttore dell’UOC di Chirurgia Vascolare dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni-Addolorata di Roma, dove nei giorni scorsi si è svolto un convegno a cui hanno partecipato tutti i centri di chirurgia vascolare della Regione Lazio. L’evento ha riguardato le nuove tecniche chirurgiche mini-invasive e la loro applicazione nei casi particolarmente complessi di aneurisma dell’aorta addominale. La chirurgia è infatti l’unico trattamento possibile dell’aneurisma. “Fino ad alcuni anni fa la sola opzione era l’approccio chirurgico classico che prevede l’apertura dell’addome e la sostituzione dell’aorta dilatata con una protesi sintetica”, aggiunge Giudice. “Per quanto si tratti di un intervento ormai standardizzato, può essere piuttosto gravoso per il paziente”. A questa operazione si è affiancato negli ultimi anni un approccio mini-invasivo, il cosiddetto trattamento endovascolare: “Attraverso due piccoli fori sulle arterie femorali all’altezza degli inguini, si percorrono i vasi sanguigni per posizionare un’endoprotesi all’interno dell’arteria malata. L’intervento viene fatto in anestesia locale, le perdite di sangue sono minime e anche la degenza post-operatoria è più snella: il paziente torna a casa in 48 ore e in una settimana in genere può riprendere le sue consuete attività”. Più bassi anche i rischi legati all’intervento, con la mortalità passata dal 3-5% dell’operazione tradizionale allo 0,5-1%. “Oggi grazie a queste nuove tecniche, ai progressi dei materiali e alle maggiori competenze degli operatori possiamo trattare pazienti anziani e fragili che non sono idonei alla chirurgia tradizionale per la sua invasività”, continua Giudice. Fondamentale, però, è identificare l’aneurisma dell’aorta prima che vada incontro a rottura. “In questi casi la mortalità è elevatissima. Una semplice ecografia dell’addome a partire dai 60 anni, invece, può consentire di riconoscere precocemente l’aneurisma e di indirizzare, quindi, il paziente al trattamento più appropriato”, conclude il chirurgo.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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