Ultimo aggiornamento 25 Settembre, 2023, 10:28:33 di Maurizio Barra
Da oggi, Kasselakis è il leader di Syriza, in Grecia principale partito della sinistra e dell’opposizione.
Davvero un ritratto inconsueto, nel panorama delle sinistre europee. Ancor più sorprendente per un partito, Syriza, che fin dalla nascita – come aggregazione di gruppi e movimenti di ispirazione marxista ed ecologista – e poi soprattutto nella vittoria elettorale del 2015 ha fatto della radicalità e del contrasto al neoliberismo il suo principale biglietto da visita.
Fatto sta che Kasselakis si è aggiudicato le primarie di Syriza con due vittorie a sorpresa in rapida successione, nel primo e nel secondo turno, da ultimo superando senza problemi la trentottenne Effie Achtsioglou, ex ministra del Lavoro e favorita dagli apparati del partito. A spoglio ancora in corso, il risultato è apparso chiaro e senza appello: Kasselakis si è aggiudicato il 57% circa dei voti, Achtsioglou l’ha chiamato per congratularsi e ammettere la sconfitta.
Al voto hanno partecipato più di 136mila greci, iscritti o simpatizzanti.
Ansa Effie Achtsioglou
Sorrisi, social e “modernizzazione”
Lo dicevamo: ben pochi in Grecia conoscevano Kasselakis prima che a maggio scorso si candidasse nella circoscrizione Estero, dove votano i cittadini residenti all’estero. Peraltro, in questa circoscrizione a maggio Syriza ha eletto solo quattro deputati, tre nel voto di giugno: nessuna chance per Kasselakis, arrivato nono.
Poi, verso la fine di agosto, ha iniziato a circolare un video di 4 minuti nel quale l’imprenditore raccontava la sua vita e la sua visione del mondo, martellando sul concetto di “modernizzazione” del Paese e della sua politica. Il video ha iniziato a circolare, poi rapidamente è divenuto virale, regalando al suo autore una notorietà e un successo superiori alle più rosee aspettative. 19 giorni dopo la pubblicazione del video, Kasselakis si è aggiudicato il primo turno delle primarie con circa il 45% dei voti, gettando nello scompiglio la vecchia guardia del partito. L’ex ministro delle Finanze, Euclid Tsakalotos, lo ha accusato di praticare una “post-politica” superficiale, tutta fondata sull’effetto d’immagine regalato dai social.
Un’analisi non infondata ma probabilmente parziale, quella di Tsakalotos.
La base del partito con tutta evidenza ha espresso un bisogno di cambiamento, all’indomani di due sconfitte consecutive che in primavera hanno portato il partito dal 31% del 2019 al 18%, con la destra di Nuova Democrazia sopra il 40%, costringendo il leader storico Alexis Tsipras a farsi da parte.
GettyImages Alexis Tsipras
Anche Tsipras a inizio mandato si presentava come “risposta giovane” a un forte desiderio di cambiamento – e soprattutto a una crisi economica che stava affondando la Grecia in una spirale di debito e dipendenza dagli organismi finanziari internazionali. Quando nel 2008 Tsipras divenne leader di Syriza aveva 34 anni: nel giro di 7 anni portò il partito dal 4% al 35% con cui vinse le drammatiche elezioni del 2015.
Il quadro politico del Paese oggi è cambiato, così come è rapidamente cambiato il mondo.
Se la piattaforma di Tsipras traeva linfa dalle istanze dei ceti più bassi e dal vasto mondo del precariato, proponendosi come riscatto dalle élite dominanti greche e internazionali e dagli effetti perversi della globalizzazione, Kasselakis batte invece su un “efficientamento” dello Stato di stampo manageriale, essendo lui stesso un esponente dell’élite tecnocratica e imprenditoriale di un mondo globalizzato, collaboratore addirittura di quella Goldman Sachs che fu accusata di aver truccato i conti pubblici della Grecia.
D’altro canto, la sensibilità personale di Kasselakis ai temi dei diritti civili – nessun velo ha mai coperto il suo essere gay e l’unione civile con il suo compagno americano – risultano dirompenti, in un Paese tradizionalmente sonnolento nella lotta alle discriminazioni, e di sicura efficacia tra i giovani e tra i settori più avanzati nelle grandi città metropolitane. Tra le non molte proposte concrete di Kasselakis, la cittadinanza per i bambini immigrati nati in Grecia e la legalizzazione dei matrimoni per le persone Lgbtq+. Ma certo i suoi tratti forti più evidenti sono nella comunicazione: sorriso aperto, uso disinvolto della rete, energia e dinamismo esibiti a ogni occasione – quasi un Tony Blair in altri tempi e ad altre latitudini, mentre non pochi tracciano parallelismi con l’italiana Elly Schlein.
Per i critici il nuovo leader è il frutto avvelenato di un reality show, per altri è l’unica speranza di riportare l’orologio della sinistra greca al passo della contemporaneità.
Alcuni sondaggi sembrano peraltro dargli ragione. Sarebbe proprio lui, il parvenu d’oltreoceano, il candidato con maggiori possibilità di battere il premier Kyriakos Mitsotakis, leader di una destra pigliatutto: più giovane, più preparato in economia e finanza, più dinamico.
È certo presto ancora per sapere se Kasselakis sarà in grado di rovesciare i risultati elettorali e portare la Grecia dalla sua parte. Il suo compito più urgente sarà quello di portare dalla sua parte almeno il suo partito, evitando secessioni e defezioni.
Ansa Stefanos Kasselakis festeggia la vittoria
