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L'Evergrande affonda: il crollo del colosso dell'edilizia cinese preoccupa i mercati globali

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Ultimo aggiornamento 25 Settembre, 2023, 09:56:17 di Maurizio Barra

Una scossa tellurica che potrebbe arrivare fino a noi. Il crollo della Evergrande alla Borsa di Hong Kong (-25,45% a 0,41 dollari di Hk alle ore 6 per riprendersi un minimo alle 8 del mattino fino al 20%) sta facendo tremare i polsi al settore immobiliare internazionale.

Il tonfo arriva dopo l’aver dichiarato in un file al listino della ex colonia britannica che, in vista dell’indagine di Hengda Real Estate Group, la sua principale controllata domestica, “non è stata in grado di soddisfare i requisiti per l’emissione di nuovi bond”. L’unità di Evergrande era, inoltre, già stata indagata dall’autorità cinese di regolamentazione dei titoli per sospetta violazione della divulgazione di informazioni lo scorso agosto. Alla fine di luglio, i debiti non pagati di Hengda Real Estate erano stimati a circa 277,5 miliardi di yuan (38 miliardi di dollari), con 1.931 le cause legali pendenti.

Il recente sviluppo apre un nuovo fronte per l’azienda, appena una settimana dopo che la polizia ha arrestato alcuni dipendenti della sua unità di gestione patrimoniale, facendo crollare le sue azioni e aumentando la pressione sui piani di ristrutturazione del gruppo di Shenzhen.   

La crisi nel settore immobiliare, che in passato ha contribuito fino a un terzo circa alla formazione del Pil cinese, ha scosso i mercati globali e le iniziative di Pechino per rafforzare il settore sembrano avere finora avuto un impatto scarso. Alla fine di agosto, la superficie complessiva delle case invendute era di 648 milioni di metri quadrati, in base agli ultimi dati dell’Ufficio nazionale di statistica.

“In considerazione del fatto che Hengda Real Estate Group, una delle principali filiali della società, è oggetto di indagine, il gruppo non è in grado di soddisfare i requisiti per l’emissione di nuove obbligazioni nelle circostanze attuali”, si legge nella nota diramata domenica sera e inviata alla Borsa. 

Nel 2018, l’Evergrande era la società di sviluppo immobiliare di maggior valore in Cina per poi diventare, tre anni più tardi, la più indebitata del mondo nel settore del mattone con un saldo in negativo di 300 miliardi di dollari.

 

Segnali di disastro aleggiavano già da tempo 

Ad agosto il colosso aveva dichiarato bancarotta presso una corte di New York, presentando anche la richiesta di protezione dal fallimento secondo il capitolo 15 in un tribunale della Grande Mela. Altri scricchiolii si sono manifestati dopo la decisione di aver ritardato la decisione sulla ristrutturazione del debito offshore a ottobre per consentire ai detentori del suo debito più tempo per considerare la sua proposta: la società ha infatti bisogno del via libera di oltre il 75% dei detentori di ciascuna classe di debito per approvare il piano, che offre ai creditori un paniere di opzioni per scambiare il debito con nuove obbligazioni e strumenti legati alle azioni garantiti dalle sue azioni e da quelle dei titoli delle sue controllate quotate a Hong Kong.   

Oltre alla capogruppo, cedono terreno le controllate Evergrande Nev (-20%) e Evergrande Serces (-11%) e l’intero settore degli sviluppatori di real estate, tra cui Sunac(-4,85%) e Country Garden (-5%), sempre a un passo dal default. 

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