Aggiornamenti, Calcio, Cinema, Cronaca, ECONOMIA, Juventus, Medicina, Salute e Benessere, Mondo, Notizie, Piemonte, Politica, Scienza, Spettacoli Musica e Cultura, Sport, Tecnologia, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, TUTTI I VIDEO DELLA JUVENTUS, Ultim'ora, VIAGGI E VACANZE: TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, VIDEO NOTIZIE

Studenti universitari contro il caro affitti: si torna nelle tende a Roma e Milano

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 25 Settembre, 2023, 11:32:04 di Maurizio Barra

Manca poco più di un mese dall’inaugurazione del nuovo anno accademico – prevista, di rito, per il primo novembre – e tornano in piazza gli studenti universitari contro il caro affitti. La contestazione segue la scia di quelle iniziate lo scorso maggio e che hanno interessato tutta Italia. 

“Tendate, flash mob, presidi e striscionate” in 25 città universitarie di tutto il Paese sotto lo slogan “Vorrei un futuro qui” con l’obiettivo di chiedere misure urgenti per poter studiare e lavorare in Italia, senza dover emigrare all’estero. Il lancio ufficiale della protesta prende le mosse oggi, davanti alla Sapienza, dove, dalle 10.30, è stato creato il primo presidio.

Questa mattina iniziano il sit in anche gli studenti di Milano, tornati nelle tende davanti all’università Statale. Come spiegano in un comunicato, nonostante le “intense” mobilitazioni della primavera scorsa contro il caroaffitti, “nulla è cambiato: dalle istituzioni, dal Governo alle amministrazioni comunali sono arrivate soltanto finte promesse o insufficienti contentini, che non mettono in discussione i paradigmi che hanno prodotto e che continuano ad alimentare questa crisi”.   

Gli studenti universitari di tutta Italia, aggiungono, si stanno organizzando per ottenere “risposte vere” contro il carovita, per il diritto allo studio e alla casa: servono l’abolizione della legge 431/98, la reintroduzione dell’equo canone, il divieto di accesso ai privati ai bandi della legge338/2000, studentati pubblici e accessibili e un reddito studentesco. Gli studenti di Cambiare Rotta rilanciano infine l’assemblea pubblica “Dalle tende alle aule: inizia un nuovo anno di lotta” in programma il 28 settembre al Controchiostro occupato in Statale.

Le prime iniziative dell’Unione degli Universitari toccano oggi anche a Lecce, Palermo, Torino, Bologna e Perugia.

“Il diritto allo studio è sempre più a rischio”

In attesa della mobilitazione nazionale, prevista per il 19 ottobre, con Asia Usb e il Movimento per il diritto all’abitare, per domani a Trento, la voce viene presa dall’Unione degli studenti universitari: “Vivere come studenti e studentesse fuori sede sta diventando complesso e difficile in maniera esponenziale – si legge in una nota-  Il caro affitti sovrasta le famiglie, il diritto allo studio è sempre più a rischio e il nostro futuro sembra ormai sempre più inarrivabile, nonostante gli sforzi. 

In questo panorama si inserisce il bilancio dell’università, pericolosamente in rosso già alla chiusura del 2022, in cui la perdita appariva di circa 4 milioni e ad oggi si prevede che questa possa aumentare fino a una quota tra i 10 e i 15 milioni. Proprio per questo i tagli, come è ormai evidente, continuano a susseguirsi su vari ambiti minando l’integrità e la garanzia del diritto allo studio. Non possiamo e non vogliamo continuare a vivere così”.

Le borse di studio 

Ma gli universitari di tutta Italia non saranno da soli: sarà presente anche una delegazione parlamentare dei partiti di opposizione, oltre a esponenti della Cgil e delle associazioni che hanno deciso di incontrare gli studenti e sostenere la mobilitazione dell’Udu.  Nei giorni successivi si aggiungeranno le altre venti città.   

“Il Consiglio dei ministri – conclude Camilla Piredda dell’Udu – interverrà sugli idonei non beneficiari del precedente anno accademico che non avevano ancora ricevuto la borsa di studio, stanziando 17 milioni di euro. È un piccolo passo avanti, ma non è possibile rincorrere in questo modo le emergenze e fare aspettare un anno gli studenti senza borsa. Chiediamo al presidente Meloni e al ministro Bernini di trovare urgentemente un miliardo di euro per intervenire su studentati pubblici, affitti, borse di studio, salute mentale e caro libri. Oltre a smettere di sprecare le risorse del Pnrr per gli alloggi privati che costano mille euro al mese”.

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.