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Libri e incontri per i 10 anni, 10 mesi e 10 giorni della Kasa

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 26 Settembre, 2023, 01:13:24 di Maurizio Barra

La Kasa dei Libri di Milano spegne
10 candeline per i suoi primi 10 anni di attività. Anzi, a voler
essere precisi, 10 anni, 10 mesi e 10 giorni, da festeggiare con
dieci volumi e dieci appuntamenti.

   
“Abbiamo convenuto – afferma Andrea Kerbaker, il padrone di
Kasa – che la cosa più efficace fosse partire da dove tutto ha
origine: la kollezione di libri. Lì infatti è riassunta la
quintessenza della Kasa, la sua ragion d’essere”. “Certo,
scegliere tra circa 35mila volumi non è stata cosa così
immediata, ma alla fine – spiega Kerbaker – abbiamo individuato
dieci libri in grado di rappresentare al meglio che cosa
contengono i nostri scaffali, cosa facciamo e come lo facciamo”.

   
E così, da ottobre a dicembre, è previsto un ciclo di
appuntamenti ad hoc: un libro alla settimana per 10 settimane.

   
Con Luca Crovi e Gianni Biondillo, ad esempio, si parlerà di
James Bond tra cinema e letteratura; con Massimo De Luca verrà
ripercorsa la storia di campioni assoluti del pallone come
Gianni Rivera; con Marco Balzano verrà ricordato Eugenio
Montale. Ma a cominciare – martedì 10 ottobre alle 18 – sarà
l’editore e scrittore Gian Arturo Ferrari.

   
“Abbiamo scelto di partire dal libro più antico della
kollezione: l’edizione aldina delle Silvae della Tebaide e
dell’Achilleide di Stazio del 1502, uno dei libri stampati a
Venezia in quegli anni da Aldo Manuzio, uno dei più famosi
tipografi dell’intera storia della stampa mondiale. Eppure –
spiegano gli organizzatori dell’evento – sul suo conto
disponiamo di scarse e frammentarie informazioni. Quella che
conosciamo per certo è l’incredibile carica innovativa che
Manuzio riesce a mettere nella manifattura di un libro, a
partire dal formato (più piccolo e snello rispetto ai voluminosi
codici), proseguendo poi all’interno con l’introduzione del
frontespizio, del colophon e con l’adozione del corsivo,
carattere che porta alto nel mondo il ruolo del nostro Paese,
visto che è universalmente noto come italic”.

   

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