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Sam Altman, l'Italia deve scegliere la cultura tecnologica

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Ultimo aggiornamento 27 Settembre, 2023, 20:02:02 di Maurizio Barra

“Per sviluppare l’ecosistema tecnologico ci vuole cultura non solo capitali, anche l’Italia puà farlo ma deve sceglierlo culturalmente. Per un periodo non era nella cultura degli Stati Uniti e ora lo è, il capitale va focalizzato”. Lo ha detto Sam Altman, Ceo di OpenAI, l’azienda che ha creato ChatGpt, in collegamento da San Francisco all’Italian Tech Week. “E’ difficile dire se il Pil raddoppierà o triplicherà con l’Intelligenza artificiale – ha aggiunto – ma sarà sicuramente un cambiamento generale, uno dei boom economici più grossi, su questo sono positivo”. Altman non si è molto sbilanciato su come la tecnologia si svilupperà nei prossimi dieci anni, “siamo empirici dell’Intelligenza artificiale e non teorici” ha detto, ma ha aggiunto che “andranno sviluppate capacità specifiche e non generali”. Sul fronte dell’energia, il papà di ChatGpt ha osservato che quella “a basso costo è buona anche per l’uso dell’intelligenza artificiale” che è notoriamente energivora. OpenAI insieme a Microsoft e ad altre aziende ha investito in Helion, una start up che si occupa di fusione nucleare.

 “I modelli attuali di ChatGpt – ha sottolineato Altmpan – non sono così pericolosi, sarebbe un peccato esagerare con le norme. Quello che succede è sorprendente e non dovrebbe essere bloccato. Ci sono tante cose meravigliose da esplorare. Si fanno cose sempre più sorprendenti con la tecnologia. Nel prossimo decennio molti ambiti saranno impattati e gli effetti saranno positivi. Per esempio l’istruzione: ci sarà la possibilità di imparare in modo più efficace, sarà uno strumento che lavora con gli insegnanti, ma anche la salute, le terapie. Ci può essere un miglioramento della produttività”. Il papà di ChatGpt ha parlato anche dei rischi dell’IA. “Oggi il riguardano soprattutto la disinformazione, anche se con i modelli del futuro bisognerà stare attenti ai cyber attacchi e alle armi biologiche” ha osservato.

Nessun impatto negativo per i creativi, come i musicisti, che temono modelli che possano replicare il loro lavoro, assicura Altman. “Le persone hanno delle ansie comprensibili rispetto alla tecnologia, ma dovrebbe ampliare le capacità creative degli artisti. Alcuni impatti saranno negativi, ma ci saranno anche possibilità nuove. Il ruolo umano non deve sparire. Le aspettative salgono, quindi la qualità aumenta ancora di più, si possono aprire spazi nuovi in cui la gente può fare cose migliori. Naturalmente servirà creatività e genialità”. Altman il prossimo anno sarà a Torino per qualche giorno per partecipare alla Italian Tech Week. in presenza.

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