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Strage di Bologna: confermato in appello l'ergastolo per l'ex Nar Cavallini

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Ultimo aggiornamento 27 Settembre, 2023, 19:16:48 di Maurizio Barra

L’ex Nar Gilberto Cavallini è stato condannato dalla Corte d’Assise d’Appello di Bologna all’ergastolo nel processo sulla Strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980, con un’aggravante: “Fu una strage politica e non una strage comune”, ha detto il giudice Orazio Pescatore che presiedeva la Corte, leggendo la sentenza.

“Dalla lettura del dispositivo è stato accolto l’appello della Procura della Repubblica che aveva impugnato la sentenza nella parte in cui aveva derubricato la strage da politica a comune, quindi con questa sentenza ritorna l’imputazione originaria che era quella di strage politica e la conferma sulla responsabilità dell’imputato”, ha commentato il sostituto pg di Bologna, Nicola Proto, che ha aggiunto che la sentenza dovrebbe bocciare l’ipotesi di un attentato dei Nar di matrice spontaneista. 

Cavallini, 71 anni, un lungo percorso nella destra eversiva, è stato condannato in passato per diversi omicidi, tra cui quello del giudice Mario Amato, freddato alle spalle il 23 giugno 1980. Ha accumulato otto ergastoli, quello di oggi è il nono. I Nar, Nuclei Armati Rivoluzionari, furono un’organizzazione terroristica a ideologia neofascista e neonazista, d’estrema destra, fondata tra gli altri da Valerio Fioravanti.

“Attendiamo di conoscere le motivazioni alla base della sentenza”, ha detto Nicoletta Macrì, avvocato difensore di Cavallini. “Una volta lette le motivazioni – sottolinea – valuteremo eventuali mosse successive”. Cavallini era stato condannato in primo grado nel 2020 all’ergastolo, pena che la Procura generale aveva chiesto di confermare. Entro 90 giorni saranno rese note le motivazioni.

La sentenza è stata letta dalla Corte dopo sette ore di camera di consiglio. L’imputato non era presente in aula.

Alla lettura della sentenza in aula Bachelet erano presenti il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime Paolo Bolognesi e la vicepresidente Anna Pizzirani. Diversi anche i familiari delle vittime seduti tra il pubblico. In rappresentanza del Comune c’era la vicesindaca di Bologna, Emily Clancy. Al fianco del sostituto pg Nicola Proto, durante la lettura del dispositivo, anche il nuovo procuratore generale, Paolo Fortuna e il nuovo Avvocato generale dello Stato, Ciro Cascone.

Le parti civili: “Giorno importante per la giustizia”

“In questa sentenza viene riqualificata la strage in strage politica, viene confermata la condanna all’ergastolo a carico di Gilberto Cavallini con un riconoscimento chiaro dell’imputazione contestata in un processo che ha avuto due importanti novità in appello. Il crollo motivato e documentato della tesi difensiva della cosiddetta pista palestinese che si è completamente sgretolata in base alla documentazione portata dalla Procura generale in aula e la conferma dei rapporti fra i Nar che non sono spontaneisti ma un gruppo di terroristi neofascisti legati a Ordine Nuovo veneto colluso con apparati dello Stato infedeli alla Repubblica e alla democrazia”. Lo ha detto l’avvocato Andrea Speranzoni, che fa parte del pool di legali di parte civile assistono i familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980. 

“È una sentenza che ci dà grande soddisfazione, ci aspettiamo adesso in 90 giorni una motivazione attenta che integri quella di primo grado – ha aggiunto – immaginiamo che ci sarà un grado di Cassazione quindi dobbiamo attrezzarci già per il grado di legittimità, ma oggi è un giorno importante per la giustizia, per questa città, per le vittime in primo luogo e per lo sforzo anche che è stato fatto in questa aula dal sostituto procuratore generale e dalle parti civili”. 

Gilberto Cavallini è “un terrorista che ha colpito con gli altri la città di Bologna, che l’ha ferita e oggi ottiene una conferma della sua responsabilità penale con la condanna all’ergastolo, quindi noi siamo veramente soddisfatti per i nostri assistiti, per le istituzioni cittadine e regionali che rappresento ed è un giorno veramente luminoso”, ha concluso Speranzoni. 

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