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Associazione mafiosa, perquisizioni in Regione e ospedali sardi

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Ultimo aggiornamento 29 Settembre, 2023, 12:54:13 di Maurizio Barra

Perquisizioni in tutta la
Sardegna nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale
antimafia di Cagliari che ha scoperchiato un’associazione si
stampo mafioso con intrecci tra criminalità locale e
istituzioni. I carabinieri del Ros stanno proseguendo le
attività di indagine dell’operazione “Monte Nuovo”, guidati dal
comandante Giorgio Mazzoli, dopo avere ritrovato, nelle scorse
settimane armi di vario calibro, munizioni e droga durante
l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare firmate dal
gip del Tribunale di Cagliari Michele Contini.

   
In particolare, oltre alle perquisizioni effettuate
all’Università di Sassari, sono stati acquisiti ulteriori
documenti negli uffici dell’assessorato regionale
dell’Agricoltura – che durante la prima Giunta Solinas era retto
da Gabriella Murgia, una delle 31 persone arrestate – e nelle
agenzia ad esso collegate, ma anche in Ares e negli ospedali
Brotzu, Binaghi e Marino. In quest’ultimo nosocomio prestava la
sua attività il primario Tomaso Gerolamo Cocco, responsabile
della struttura della terapia del dolore anche lui finito in
carcere nella stessa inchiesta che ha svelato – da quanto emerge
dagli atti – l’esistenza di una sorta di “mondo di mezzo, made
in Sardegna”, visto che nella rete degli investigatori sono
finite alcune persone ritenute fiancheggiatori che hanno aiutato
nella latitanza Graziano Mesina.

   
Ma le indagini non si fermano qui e potrebbero esserci nuovi
sviluppi e nuovi indagati oltre i 32 citati nelle 407 pagine
dell’ordinanza firmata dal gip: 13 in carcere, 18 ai domiciliari
e uno indagato per abuso d’ufficio e violazione del segreto
d’ufficio, l’ex commissario dell’Azienda della Tutela per la
Salute della Sardegna-Ats, all’epoca dell’avvio delle indagini,
e attuale presidente nazionale di Anpal Servizi, che si è già
detto “estraneo” ai fatti contestati..

   
Oggi, intanto, i primi interrogatori dell’ex assessora Murgia
e poi, a seguire, quelli degli altri indagati.

   

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