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Calcio: Zaniolo 'in Turchia sono cresciuto, la Premier un sogno'

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Ultimo aggiornamento 29 Settembre, 2023, 07:12:34 di Maurizio Barra

Cresciuto sul piano umano e
calcistico in Turchia, con l’approdo in Premier League dice di
aver coronato un sogno. Nicolò Zaniolo non sembra rimpiangere la
Serie A, anzi: in una intervista a Sky, l’ex romanista racconta
della nuova esperienza all’Aston Villa, parla degli allenatori
che hanno segnato la sua carriera da Di Francesco a Mourinho
fino a Emery. E del rapporto speciale con Monchi. “Al
Galatasaray mi avevano detto che ero parte del progetto, che
avrei giocato la Champions League. Ma poi mi ha chiamato Monchi
e mi ha detto che ci sarebbe stata questa possibilità. L’ho
presa al volo perché era un’opportunità troppo grossa per me
giocare in Premier League”.

   
Il passaggio nel campionato turco comunque ha lasciato il
segno: “E’ stata una sfida, una prova di forza. Sono andato in
Turchia, in un’altra cultura, un altro continente, un’altra vita
completamente. Sono cresciuto dal punto di vista umano e
calcistico”. In Inghilterra la nuova vita: “Qui le strutture
sono un po’ più avanti rispetto a quelle italiane, il calcio è
molto differente. In Italia più tattica e attesa e studio, qui
calcio più propositivo. Per le mie caratteristiche credo sia
meglio questo calcio rispetto a quello italiano. Appena arrivato
ho capito subito l’importanza e la storia di un club come
l’Aston Villa e mi sono messo al lavoro”. Elogi al tecnico
Emery: “Oltre a essere un ottimo allenatore penso sia una grande
persona, diretta, che sa quello che vuole e sono felice di
lavorare con lui. Gli allenatori del passato? Tutti mi hanno
lasciato qualcosa: ho lavorato con Di Francesco, Ranieri,
Mancini ora Spalletti, Mourinho, Emery. Sono tutti allenatori di
alto livello, c’è chi vuole una cosa e chi un’altra. La cosa
importante è metterle tutte insieme”.

   
La Conference vinta con la Roma Zaniolo ammette che “la
porterò sempre nel cuore”, ma anche la maglia da titolare con
l’Italia contro l’Ucraina a San Siro. “E’ stata una grande
emozione perché abbiamo vinto la partita, erano fondamentali
quei punti contro l’Ucraina. Un bellissimo ricordo ma non
bisogna fermarsi qui ci sono altri obiettivi davanti”. E chiude
con un obiettivo extra calcistico: “Come mi vedo tra 5 anni?
Spero di avere la patente…”.

   

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