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Binder da record nelle libere a Motegi, ma Bagnaia c'è

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Ultimo aggiornamento 30 Settembre, 2023, 08:26:18 di Maurizio Barra

Al termine delle pre-qualifiche
MotoGP sulla pista di proprietà della Honda nessun pilota
dell’ala dorata è riuscito a stare nei primi 10. Uno smacco
pesante, con l’aggravante di essere arrivato a Motegi, dove il
gigante delle due ruote testa tutti i propri prodotti. Unica
consolazione è che i rivali targati Yamaha non hanno fatto
meglio. Risultato, domani i piloti ufficiali di Honda e Yamaha
dovranno affrontare le Qualifiche 1, lottando per i due posti
che portano in Q2 e lì a competere per la pole position. Sia
Marc Marquez (13mo) che Fabio Quartararo (14mo) hanno concluso
la FP2 nella ghiaia, rialzandosi doloranti nel fisico e,
soprattutto, nel morale. Sul Twin Ring si è vista una KTM in
grande forma. Il più veloce è stato Brad Binder. Il sudafricano
– sfruttando al meglio il nuovo telaio in fibra di carbonio già
provato da Pedrosa a Misano – ha migliorato di tre decimi il
record della pista (in 1’43″489), cancellando l’1’43″790 di
Jorge Lorenzo che resisteva dal 2015. Subito dietro c’è la
Ducati di Francesco Bagnaia, a 29 millesimi. Terza l’Aprilia di
Aleix Espargaro (+0.295). Quarto Jorge Martin (Ducati Pramac,
+0.354), quinto Marco Bezzecchi (Ducati VR46, +0.456).

   
Completano la Top Ten Di Giannantonio, Zarco, Vinales, Pol
Espargaro e Miller, tutti raccolti in meno di otto decimi. “Sono
molto soddisfatto perché finalmente posso forzare le frenate e
per il mio modo di guidare è uno step importante. Ci manca
ancora qualcosa in termini di grip, ma devo dire che siamo
davvero vicini a trovare la quadra”. Così Bagnaia, leader del
mondiale piloti con appena 13 punti di vantaggio su Martin, ha
commentato il suo venerdì. “Nelle ultime gare la moto tendeva
sempre a portarmi un po’ largo – ha spiegato il pilota Ducati –
Tiro un respiro di sollievo perché quando ho deciso di spingere
l’ho potuto fare senza problemi e si è visto chiaramente. Sono
sicuro che con una moto così potrò lottare per le prime
posizioni”. Dopo la caduta nella gara in India c’è stata “una
grande voglia di reazione. Magari con il secondo posto saremmo
arrivati in Giappone con meno tensione – ha aggiunto – Ma
comunque si impara sempre qualcosa e la reazione che abbiamo
avuto qui lo testimonia. Devo dire un grade grazie alla mia
squadra che ha fatto le ore piccole per trovare la soluzione”.

   
La Honda dovrà ancora fare a meno di Alex Rins, pilota del team
satellite LCR. Lo spagnolo, al rientro dopo oltre tre mesi di
stop causati dalla caduta al Mugello dove si era fratturato
tibia e perone della gamba destra, non correrà nel weekend.

   
Ancora troppo forte il dolore all’arto operato a giugno.

   

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