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Continua l'esodo di massa dal Karabakh, fuggiti oltre 100mila armeni

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Ultimo aggiornamento 30 Settembre, 2023, 16:52:12 di Maurizio Barra

100mila profughi già arrivati in Armenia. Quasi tutta la comunità armena di religione cristiana ha già lasciato la regione del Karabakh in Azerbaigian per rifugiarsi nella vicina Armenia. E’ Erevan a fornire il dato ufficiale.

I profughi stanno lasciando la regione sotto gli occhi increduli di Baku e del Cremlino. Prima dell’offensiva lampo, cominciata il 19 settembre scorso, circa 120 mila armeni vivevano nell’enclave a maggioranza armena che si trova in territorio azero. La conferma arriva dall’ufficio del premier armeno Nikol Pachinian. L’esodo degli armeni dall’enclave separatista è cominciato dopo gli scontri con la polizia azera in cui sono morte 200 persone tra cui militari, civili e minori. 

Dopo trent’anni e nonostante l’accordo trilaterale mediato da Mosca nel 2020, la popolazione preferisce la fuga, non si fida di Baku, accusata di voler intraprendere una “pulizia etnica” nell’enclave armena. Una prima tregua è stata già violata, poi l’annuncio con decreto dei separatisti dell’autoproclamata Repubblica dell’Artsakh: “La nostra repubblica non esiste più, entro il 1° gennaio 2024 saranno sciolte tutte le istituzioni pubbliche e le organizzazioni ad esse subordinate”, ha detto il presidente Samvel Shakhramanián

Continua l’esodo degli armeni del Nagorno-Karabakh 29/09/23 LaPresse

Continua l’esodo degli armeni del Nagorno-Karabakh 29/09/23

La tregua e gli appelli rivolti dall’Azerbaigian alle popolazioni locali di non temere per la loro incolumità, non sembrano aver sortito alcun effetto: “Sono rimaste al massimo alcune centinaia di dipendenti pubblici fra operatori dei soccorsi, volontari e persone con esigenze speciali, che si stanno tuttora preparando a partire”, ha scritto l’ex difensore civico per i diritti del Nagorno Karabakh, Artak Beglarian, sul suo canale X (ex twitter) chiarendo tuttavia che l’informazione non è “ufficiale”. 

L’Azerbagian ha annunciato l’arresto di David Babayan, ex ministro degli Esteri della Repubblica separatista. E’ il quarto funzionario arrestato dopo l’ex primo ministro Ruben Vardarian e due ex alti comandanti delle forze armate del Karabakh, David Manukian e Levon Mnatsakanian. Tra le accuse di Baku: incitamento a una guerra di aggressione, l’emissione di ordini criminali e il reclutamento di mercenari. Accuse che potrebbero prevedere anche una condanna all’ergastolo.

Un centro umanitario è stato istituito nel villaggio di Kornidzor vicino al corridoio Lachin che collega l’Armenia e la regione contesa. Molti i volontari che stanno consegnando a chi fugge generi di prima necessità come acqua e pane. Giovani di origine armena che per l’occasione sono giunti anche dall’estero.

“Molti sono affamati, esausti e necessitano di assistenza immediata. L’UNHCR e altri partner umanitari stanno intensificando il loro sostegno alle autorità armene, ma è urgentemente necessario l’aiuto internazionale”, ha scritto l’Alto commissario Onu per i rifugiati su X.

Dei 100mila in fuga, almeno 26.400 sono bambine e bambini (il 30% degli sfollati) riferisce Save the Children che lancia l’allarme per un’adeguata assistenza umanitaria. 

Anche l‘Italia in coordinamento con la Commissione Europea “è al lavoro per favorire la stabilizzazione della regione, favorendo il dialogo tra Armenia e Azerbaigian, fa sapere Palazzo Chigi, che ha immediatamente attivato il sistema di protezione civile, avviando una ricognizione dei beni di assistenza alla popolazione”.

 

 

Continua l’esodo degli armeni del Nagorno-Karabakh 29/09/23 LaPresse

Continua l’esodo degli armeni del Nagorno-Karabakh 29/09/23

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