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Tribunale federale di fatto scagiona Emanuela Maccarani accusata di presunti abusi psicofisici

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Ultimo aggiornamento 30 Settembre, 2023, 05:00:10 di Maurizio Barra

Finisce con un cartellino giallo. O quasi. Ad un anno dal caso che ha scosso la ginnastica italiana a seguito delle rivelazioni di due ex ginnaste (Nina Corradini e Anna Basta) su presunti abusi psicofisici subiti all’Accademia di Desio, il tribunale federale della Fgi ha emesso una sentenza che di fatto scagiona Emanuela Maccarani, allenatrice delle Farfalle azzurre della ginnastica ed ex direttrice dell’Accademia federale di Desio, finita sul banco degli imputati insieme alla sua collaboratrice Olga Tishina. Per la ct è stata irrogata la sanzione dell’ammonizione “per aver pronunciato in più occasioni espressioni inadeguate nel corso degli allenamenti” mentre per la sua assistente è arrivata l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Per Maccarani, già auto sospesa nei mesi scorsi dalla giunta Coni, si tratta dunque della pena minima inflitta dalla giustizia sportiva. Rischiava dalla radiazione ad una ammenda passano per la squalifica (di due anni). 

“Sono stati 11 mesi estremamente difficili per quel che riguarda la mia persona e la mia figura professionale. Questa ferita mi rimarrà per tutta la vita. La mia coscienza è tranquilla al punto che mi ha permesso di lavorare in questi mesi. Avete potuto sentire le motivazioni e le deposizioni fatte dagli avvocati e di conseguenza i fatti si sono esposti con chiarezza”, sono state le parole di Maccarani che non si è espressa sull’ipotesi di un eventuale ricorso presso la Corte federale di appello. Probabile che l’allenatrice aspetterà le motivazioni della sentenza che arriveranno tra una decina di giorni prima di decidere se proseguire con gli altri gradi di giudizio. Nel corso del dibattimento dell’ultima udienza del processo che si è tenuto presso un hotel di Roma, si erano già in parte delineate le tracce di quello che sarebbe stato il giudizio finale con la Procura che ha assunto di fatto il ruolo della difesa. Il procuratore federale, Michele Rossetti ha infatti preso una posizione chiara sulla ct delle Farfalle e attaccato le ginnaste che hanno denunciato i presunti abusi. “Non sono emersi atti o prove significative, Maccarani è colpevole di peccato di affetto, ha cercato di far recuperare Basta determinando un disagio”. 

L’aria che tirava attorno al procedimento, si è dunque capita fin dal primo minuto dell’udienza conclusiva quando la stessa procuratrice ‘aggiunta’ del Coni che rappresenta l’accusa contro la coach della Farfalle e la sua assistente, entrambe presenti in aula, davanti al tribunale federale ha esordito dicendo che “dalle indagini e audizioni svolte, il quadro probatorio esce fortemente ridimensionato”. Per la difesa dunque è stato più facile continuare la ‘partita’ dibattimentale. Avilio Presutti, avvocato del collegio difensivo di Maccarani, nel chiedere l’assoluzione aveva sottolineato che la ct meritava “una medaglia” per non aver abbandonato Basta. “Colpevole la Maccarani? Come dice la procura la colpa è quella di avere ‘ecceduto in affetto’ nei confronti della Basta e questa affermazione è clamorosa. La Maccarani mi ha detto che ‘non esiste che allontani un’atleta da un gruppo di cui fa parte’. Bisogna apprezzare il suo sforzo mettendo a rischio anche il risultato delle altre, quello spirito di famiglia è rimasto. Quello che avrebbe fatto la Maccarani l’avrebbe fatto il presidente Tecchi e chiunque nella federazione ginnastica. Ogni atleta va assecondato, aiutato e protetto. La Maccarani ha fatto quello che poteva fare per risolvere il disagio. Dove sta la sua colpa? Penso che meriti una medaglia per non aver abbandonato la Basta” per la quale “era una seconda madre”. La sentenza, alla fine, è sembrata scontata con il Tfn che ha accolto le richieste della procura federale.

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