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Attentato ad Ankara, bombe turche sui curdi in Iraq

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 2 Ottobre, 2023, 06:05:15 di Maurizio Barra

Ieri un attacco kamikaze vicino al ministero dell’Interno di Ankara, proprio nel giorno in cui il Parlamento avviava i lavori dopo la pausa estiva.
A poche ore di distanza, la risposta del governo turco: raid aerei contro le posizioni dei ribelli curdi – non in territorio turco, bensì iracheno.

L’attentato di ieri mattina era stato rivendicato dal Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), che la Turchia e molti dei suoi alleati considerano una organizzazione terroristica. Il comunicato di rivendicazione faceva riferimento al “massacro e alle pressioni fasciste sul popolo del Kurdistan”: “Se il regime fascista dell’Akp (il partito di governo del presidente Erdoğan, ndr) continuerà a commettere questi crimini, le azioni legittime della giustizia rivoluzionaria continueranno”. 

Il fatto è accaduto intorno alle 09:30. Uno dei terroristi si è fatto esplodere e l’altro è stato ucciso dalle forze di sicurezza, due poliziotti sono rimasti leggermente feriti.

Il presidente turco non ha rinunciato al suo discorso in apertura della sessione parlamentare che dovrà fra l’altro sancire l’ingresso della Svezia nella NATO, oggetto di un lungo braccio di ferro proprio perché in cambio del proprio via libera Ankara ha chiesto – tra le varie concessioni – la fine della politica svedese di accoglienza di profughi curdi ricercati in Turchia.

Erdoğan si è rivolto all’Europa con toni ultimativi: “Se l’Unione europea non correggerà i suoi errori, soprattutto sulla liberalizzazione dei visti per i turchi, Bruxelles non potrà aspettarsi più nulla dalla Turchia”. E poi ancora: Ankara “non si aspetta più nulla dall’Unione europea, che ci ha tenuto per 40 anni alla porta”. “Abbiamo mantenuto tutte le promesse fatte all’Ue ma loro non ne hanno mantenuta quasi nessuna”, ha concluso.

Forte esplosione ad Ankara, vicino al Parlamento: "Attacco terroristico" 1/10/23 Getty

Forte esplosione ad Ankara, vicino al Parlamento: “Attacco terroristico” 1/10/23

La capitale turca era già stata teatro di numerosi attacchi, in particolare nel corso degli anni 2015 e 2016, molti dei quali già rivendicati dal PKK o dall’Isis.  

Nell’ottobre 2015 un attacco rivendicato dallo Stato Islamico davanti alla stazione centrale di Ankara uccise 109 persone. 
L’attentato più recente è avvenuto, invece, a Istanbul nella frequentatissima via della shopping nel novembre 2022: qui morirono 6 persone e 81 rimasero ferite.

Poche ore dopo l’attentato, è dunque arrivata la rappresaglia del governo di Erdoğan. 
Una serie di raid aerei ha preso di mira postazioni curde all’interno dei confini iracheni, nel nord del Paese a maggioranza curda – dove, accusa Ankara, trovano rifugio i ribelli del PKK.

Il Ministero della Difesa turco sostiene di avere bombardato “20 obiettivi” nel nord dell’Iraq, in particolare nelle regioni di Metina, Hakurk, Kandil e Gara. “Li abbiamo attaccati di sorpresa nei loro nascondigli durante la notte e continueremo ad attaccare. Questa lotta non finirà finché non ci saranno più terroristi”, sottolinea il Ministero della Difesa in un comunicato pubblicato sui social network: “Grotte, bunker, rifugi e magazzini utilizzati dall’organizzazione terroristica separatista” sono stati bombardati e “molti terroristi coinvolti” sono stati “neutralizzati”

Il governo tiene peraltro ad assicurare che nell’operazione “sono state prese tutte le precauzioni per prevenire danni a civili innocenti, elementi amici, beni storici e culturali e all’ambiente”.

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