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Spagna, la discoteca aveva ricevuto l'ordine di chiudere per irregolarità

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Ultimo aggiornamento 2 Ottobre, 2023, 17:33:41 di Maurizio Barra

 Nel 2022 la discoteca spagnola dalla quale è partito l’incendio che ha ucciso tredici persone aveva ricevuto l’ordine di chiudere per una serie di irregolarità. Lo hanno reso noto le autorità del comune del Comune di Murcia.  Il vicesindaco della città Antonio Navarro ha detto che il Comune di Murcia emise un’ ordinanza di chiusura della discoteca nel gennaio del 2022 in seguito ad alcune irregolarità riscontrate. Ordinanza contro cui i proprietari del locale presentarono ricorso. Da quel giorno, sino al tragico incendio di ieri, di fatto, la discoteca è rimasta aperta senza alcuna autorizzazione. 

I video nella discoteca con i mini bengala in mano

 Solo l’esame approfondito della polizia scientifica individuerà la causa dell’incendio che ha provocato una strage di ragazzi a Murcia. Sinora l’ipotesi più accreditata è stata quella di un cortocircuito elettrico, tuttavia nelle ultime ore, sui social, si stanno diffondendo diversi video girati prima del rogo, che mostrano molti clienti con in mano dei mini bengala, le fontane luminose che si mettono sulle torte di compleanno o vicino alle bottiglie di champagne.
In particolare, in un video postato dalla discoteca stessa sul proprio account Instagram, si può vedere una delle feste organizzate dal locale in cui alcuni partecipanti tengono in mano questi piccoli razzi accesi mentre ballano al ritmo della musica. Nelle immagini si vedono almeno sei persone che li tengono in mano.  E c’è chi ipotizza che siano stati loro a provocare il disastro. 

 

Il racconto dei sopravvissuti: ‘Era come uscire da un labirinto’

 “Ero con un’amica nel bagno. Da lì abbiamo sentito delle grida. E siamo uscite di corsa. C’era tanto fumo, buio, non si vedeva niente, ma per fortuna siamo riusciti a uscire”. E’ il racconto di una delle sopravvissute all’incendio nelle discoteche di Murcia, la ventenne Adriana Caballero, che in quel locale stava festeggiando il compleanno. Altri raccontano le difficoltà di scappare dalla discoteca, piena di corridoi, sempre al buio: “era come uscire da un labirinto, al buio, nel fumo”, riferisce un altro sopravvissuto.
Gli agenti stanno ancora indagando, tuttavia trapela che una decina dei tredici corpi trovati dentro la discoteca La Fonda si trovassero nella zona dei privèè, l’area riservata del locale per tenere feste private, al primo piano. E ieri notte in quella discoteca si stavano tenendo almeno due compleanni. Per scendere e uscire dal locale c’era solo una scala, e pare che la gran parte dei cadaveri siano stati ritrovati nella zona più lontana da questa scala. Altri testimoni riferiscono di non aver mai visto in quel locale alcuna uscita di sicurezza segnalata. Ma come ha detto il sindaco ieri sera, le indagini per stabilire eventuali responsabilità sono ancora all’inizio. 

La notte di lavoro tra le macerie delle discoteche e il rischio crolli

 S’è continuato a lavorare e a scavare tra le macerie delle discoteche contigue di Murcia totalmente distrutte. Nel palasport accanto, dove le autorità hanno raccolto i parenti delle vittime, continua la triste procedura dei riconoscimenti delle vittime, solo grazie al test del Dna. Quanto al bilancio delle persone scomparse, ieri notte mancavano all’appello cinque nomi. Stamattina, questo numero scende a due, perché tre di loro, nella nottata, hanno contattato i loro familiari. 
Intanto iniziano i tre giorni di lutto decisi dalla Regione di Murcia: alle 12 verrà osservato un minuto di silenzio alle porte dei municipi e nelle sedi delle principali istituzioni in omaggio alle vittime. 

I vigili del fuoco stanno inoltre lavorando per puntellare e mettere in sicurezza la zona. I rischi di crollo sono ancora altissimi. Solo al termine di questo lavoro molto delicato, secondo le autorità, gli agenti della polizia scientifica potranno entrare nell’area e fare le loro indagini per capire la causa del disastro. 

 

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