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Tom Hanks clonato con l’intelligenza artificiale

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 13 Ottobre, 2023, 11:17:16 di Maurizio Barra

Mentre a Hollywood riprendono i
negoziati tra le major e il sindacato degli attori, una delle
star piu’ influenti della mecca del cinema, Tom Hanks, ha
denunciato ai fan di esser stato clonato a sua insaputa
dall’intelligenza artificiale per lo spot di un’assicurazione
dentistica.
In un messaggio postato ai suoi 9,5 milioni di seguaci sui
social, la star di Forrest Gump ha avvertito che le sue fattezze
sono state replicate senza il suo consenso: “Attenzione. C’e’ un
video in giro in cui, con una versione di me prodotta
dall’intelligenza artificiale, viene usata per far pubblicita’ a
un piano dentale. E’ tutto falso. Io non c’entro”. Non e’
la prima volta che Hanks, alla stregua di molti colleghi attori,
lancia l’allarme per gli abusi dell’intelligenza artificiale (e’
questo uno dei nodi piu’ contesi del negoziato della Sag-Aftra),
anche se in passato lui stesso ha dato luce verde a usare
versioni di se’ digitalmente alterate in film come The Polar
Express del 2004 e, ancora l’anno scorso, in Non Cosi’ Vicino (A
Man Called Otto), in cui e’ stato ringiovanito digitalmente.

Il timore di essere messi da parte dall’intelligenza artificiale
e’ una delle cause per le quali sia sceneggiatori che attori
sono entrati in sciopero la scorsa primavera-estate. La disputa
della Writers Guild of America, aperta dall’inizio di maggio, e’
arrivata in porto il 25 settembre, ma per gli attori, in
agitazione da meta’ luglio, la strada della trattativa e’ appena
cominciata.
L’accordo degli sceneggiatori, su cui 11.500 iscritti al
sindacato devono dare l’ultimo si’ entro il 9 ottobre, prevede
che gli studi avvertano gli autori di copioni se il materiale
che e’ stato loro dato come base su cui lavorare e’ stato
generato in tutto o in parte da un software. L’Ia non puo’
scrivere o riscrivere “materiale letterario”. Oggi, con i
vertici della Sag (il capo negoziatore Duncan Crabtree-Ireland e
la presidente del sindacato Fran Drescher) dovrebbero esserci
gli stessi Ceo – Bob Iger di Disney, David Zaslav di Warner
Bros. Discovery, Donna Langley di NBCUniversal e Ted Sarandos di
Netflix — in un segnale che anche stavolta si sta facendo sul
serio.

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