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Nuovo incarico per Pedro Sanchéz: "Questa è l'ora dell'impegno, della generosità e della politica"

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Ultimo aggiornamento 3 Ottobre, 2023, 19:12:00 di Maurizio Barra

Il re di Spagna Felipe VI ha invitato il primo ministro socialista Pedro Sánchez, rimasto finora in carica dopo le dimissioni presentate lo scorso 29 maggio, a cercare di formare un nuovo governo dopo un nuovo round di colloqui con i leader di partito per tentare di formare una coalizione in Parlamento. Lo ha annunciato la presidente della Camera, Francina Armengol, convocata dal monarca al termine di due giorni di consultazione e lo ha confermato poco dopo lo stesso Sánchez in una conferenza stampa: “Sono onorato e molto consapevole dell’enorme responsabilità che ho davanti all’intera società spagnola”, ha detto, auspicando di riuscire a creare un “governo progressista” che possa durare “quattro anni”.

Alberto Núñez Feijóo, capo del Partito Popolare, aveva mancato di quattro voti l’obiettivo di formare una maggioranza parlamentare dopo l’iniziale incarico ricevuto dal re. Il partito socialista è arrivato secondo dietro al Partito Popolare nelle elezioni del 23 luglio, da cui è però uscito un parlamento frammentato tra 11 partiti, che rende complicata la nascita di qualsiasi coalizione di governo. Le urne erano state chiamate in anticipo sulla scadenza della legislatura dopo i magri risultati elettorali dei socialisti nelle precedenti amministrative.

Sánchez, che nei suoi cinque anni di governo ha promosso politiche dirompenti su temi quali i diritti di genere e la lotta al cambiamento climatico, ha affermato che avvierà subito i colloquio con tutti i partiti, compreso il Partito Popolare ma esclusa la formazione di estrema destra Vox. Se entro il 27 novembre non sarà insediato alcun governo, il 14 gennaio si terranno nuove elezioni politiche.

Per avere successo, Sanchez ha bisogno soprattutto di consolidare il sostegno di due partiti indipendentisti catalani, che finora hanno chiesto come contropartita l’amnistia per i militanti perseguiti dopo la tentata secessione del 2017, e un referendum per l’indipendenza. È soprattutto su questo secondo punto che le trattative appaiono complicate. A riguardo, Sanchez ha affermato: “Chi difende l’unità del paese è contro il conflitto politico, è per la convivenza. Bisogna riavvicinare i catalani dal resto della Spagna. Questa è l’ora dell’impegno, della generosità e della politica per creare un governo stabile: lancio un appello a tutte le forze politiche”. Quanto all’amnistia, ha detto che farà “tutto sempre nel perimetro della Costituzione, ci saranno trattative trasparenti”. Dal canto loro, il Partito Popolare e Vox hanno promesso di contestare ferocemente qualsiasi proposta di amnistia o referendum sull’indipendenza.

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