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Maxi frode verso la Cina, la finanza sequestra 85 milioni

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Ultimo aggiornamento 5 Ottobre, 2023, 17:46:08 di Maurizio Barra

Si è conclusa con l’arresto di cinque
persone e il sequestro di oltre 85 milioni di euro per il reato
di autoriciclaggio l’operazione “Muraglia di carta”, condotta
dalle Fiamme gialle del gruppo di Bra (Cuneo).

   
Le indagini, coordinate dalla Procura di Asti, hanno permesso
di smantellare una rete di imprese fantasma che bonificava
milioni di euro, quasi senza soluzione di continuità, verso
diversi Paesi esteri ma perlopiù in Cina. Fatture per operazioni
inesistenti venivano emesse da sei società “cartiere”,
rappresentate da cittadini cinesi che fungevano da teste di
legno. Il “dominus” dello schema criminale, un commercialista di
Milano, è stato destinatario di un’ordinanza di custodia
cautelare in carcere unitamente a due cittadini della Repubblica
Popolare cinese e a due fratelli marocchini, per i quali sono
stati disposti gli arresti domiciliari.

   
All’esito degli approfondimenti svolti si è anche appurato
come numerosissime imprese (circa trecento), sparse su tutto il
territorio nazionale, abbiano ottenuto benefici dalla frode,
portando in dichiarazione le fatture per operazioni inesistenti,
in modo così da ridurre il carico di imposte da versare.

   

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