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Bartoli, riforma dei giornalisti per l'oggi e domani

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Ultimo aggiornamento 6 Ottobre, 2023, 06:45:55 di Maurizio Barra

Una proposta di riforma della
professione giornalistica “per dare risposte all’oggi e al
domani, pensando anche allo scenario nel settore con la continua
evoluzione del sistema”. Così il presidente del Consiglio
nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli, definisce,
in conferenza stampa, a Montecitorio, la proposta di riforma
della professione giornalistica varata all’unanimità dal
Consiglio nazionale dell’Ordine lo scorso luglio. Nel
documento si individuano i punti principali per una proposta di
revisione della legge 69 del 1963. Fra i capisaldi, si propone
l’istituzione di una laurea magistrale in giornalismo per
l’accesso alla professione; in alternativa sarà richiesta una
laurea triennale come requisito per poter partecipare a corsi
specialistici controllati e vigilati dall’Ordine. Ai
pubblicisti sarà richiesta una laurea di primo livello
(triennale) come requisito per l’iscrizione all’albo. La
legge del 1963 contiene “principi importantissimi ma che è
necessario aggiornare” sottolinea Bartoli. “La nostra proposta
(nata dal lavoro di un anno e mezzo portato avanti dalla
Commissione riforma dell’Ordine, presieduta da Riccardo Arena) è
presentata in forma di bozza come “elemento di rispetto nei
confronti del Parlamento. Non portiamo una proposta chiusa,
attendendo anche indicazioni e spunti dalle istituzioni”. La
speranza dell’Odg “è che ci siano esponenti di tutti gruppi
parlamentari a firmare unitariamente una proposta di legge”. Ciò
“consentirebbe al provvedimento un cammino più spedito”. Questa
proposta “è innovativa, importante coraggiosa e un buon punto di
partenza per quello che deve essere un dialogo del legislatore
con tutte le categorie del settore” dice Federico Mollicone,
presidente della VII Commissione Cultura della Camera. Per
Stefania Ascari componente della commissione giustizia della
Camera, quella della professione giornalistica “è una riforma
necessaria perché legge è del 1963 e necessita aggiornamenti,
anche alla luce di internet che ha stravolto ogni aspetto della
società, incluso il mercato dell’informazione”.

   

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