Aggiornamenti, Calcio, Cinema, Cronaca, ECONOMIA, Juventus, Medicina, Salute e Benessere, Mondo, Notizie, Piemonte, Politica, Scienza, Spettacoli Musica e Cultura, Sport, Tecnologia, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, TUTTI I VIDEO DELLA JUVENTUS, Ultim'ora, VIAGGI E VACANZE: TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, VIDEO NOTIZIE

Clima. La foresta amazzonica rischia di diventare una savana

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 6 Ottobre, 2023, 19:42:25 di Maurizio Barra

La foresta amazzonica è minacciata dall’aumento della siccità e della frequenza degli incendi ed è sempre più vicina al ‘dieback’, la brusca transizione verso condizioni più secche e aride. A rivelarlo uno studio internazionale, pubblicato su Science Advances

Precedenti studi avevano già dimostrato che se la deforestazione superasse la soglia del quaranta per cento l’Amazzonia raggiungerebbe un punto di non ritorno in questo fenomeno di “deperimento”. 

Nel nuovo studio, i ricercatori hanno descritto i meccanismi alla base della potenziale desertificazione dell’Amazzonia, tra cui le retroazioni tra la vegetazione forestale e il monsone sudamericano e i primi segnali di allarme che potrebbero indicare l’avvicinarsi del ‘dieback’. 

“I segnali sono già presenti nei dati delle osservazioni e di rianalisi degli ultimi 40 anni”, spiegano gli autori, Nils Bochow e Niklas Boers, dell’Istituto di Potsdam per la ricerca sull’impatto climatico e dell’Università Tecnica di Monaco. 

La più grande foresta pluviale del mondo, è essenziale per immagazzinare il carbonio e sostenere un immenso patrimonio di biodiversità in cui vivono circa 50 milioni di esseri umani. 

L’Amazzonia influenza il ciclo idrico della regione attraverso l’evapotraspirazione, un processo in cui l’evaporazione e l’esalazione dell’umidità o traspirazione dagli alberi, contribuiscono a produrre le precipitazioni.

Studi modellistici hanno suggerito che l’eccessiva deforestazione dovuta a siccità, incendi e disboscamento potrebbe causare una transizione verso un clima più secco, simile a quello della savana. Bochow e Boers hanno identificato i segnali di allarme tra cui la riduzione delle precipitazioni, l’allungamento delle stagioni secche e la diminuzione del contenuto di umidità del suolo.

Tuttavia, avvertono i ricercatori, molti aspetti rimangono ancora da chiarire tra cui “la soglia critica, i meccanismi sottostanti e i possibili impatti del degrado della foresta sulla circolazione monsonica”.

Nel frattempo dall’Amazzonia giungono in questi giorni le drammatiche immagini della siccità che ha colpito in particolare Manaus e lo Stato di Amazonas nel nord del Brasile.

Le riprese aeree danno un’idea precisa dell’entità dei danni causati dalla prolungata carenza di precipitazioni e l’impatto che ha avuto sui sistemi fluviali un tempo ricchi, sostegno vitale per le comunità che vivono in una regione in cui la pesca è una delle principali fonti di sostentamento. 

L’agenzia brasiliana di protezione civile ha avvertito che la siccità potrebbe coinvolgere fino a 500.000 persone in Amazzonia.

In Amazonas, la mancanza di piogge ha già colpito più di 257.000 persone, con 55 comuni che hanno dichiarato lo stato di emergenza e molte comunità isolate a causa dei fiumi che sono la principale forma di trasporto. 

La siccità riguarda anche grandi fiumi come il Solimões e il Negro, e rende difficile l’approvvigionamento di acqua, scorte alimentari e medicine.

In Amazzonia, “i fiumi sono le nostre strade”, ha detto ieri il governatore dello stato di Amazonas, Wilson Lima, ricevendo a Manaus il vicepresidente della repubblica, Geraldo Alckmin, che ha guidato una delegazione di sei ministri nelle zone più colpite di cui faceva parte anche il ministro dell’Ambiente Marina Silva che ha voluto rassicurare la popolazione locale dicendo che il governo è pronto ad aiutare. Silva ha detto che la siccità della regione è dovuta al clima e ai fenomeni di El Nino.

Critica anche la situazione negli Stati confinanti di Rondônia e Acre dove, a causa della siccità che ha colpito i bacini delle dighe idroelettriche sul fiume Madeira, sono allo studio piani per fare ricorso alla produzione termoelettrica, mentre rischia di essere disattivata una centrale nello stato di Amapá.

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.