Benvenuti su tuttonotizie, il sito dedicato all'informazione: cronaca, notizie internazionali, politica, economia, Regione Piemonte, tecnologia, tecnologie assistive ed accessibilità, calcio, con approfondimenti esclusivi sulla Juventus, sport, cinema, musica, cultura, spettacolo, teatro. Attenzione particolare anche al mondo Android, al mailer Thunderbird ed al lettore di schermo Nvda e tanto altro che Vi invito a scoprire durante la navigazione! A proposito: buona permanenza e buona Informazione!
Ultimo aggiornamento 7 Ottobre, 2023, 08:58:50 di Maurizio Barra
Quando “si vive un disturbo alimentare o un’altra forma di disagio psicologico si prova una disperazione assoluta, non si riesce a vedere la luce in fondo al tunnel, si ha paura di rimanere intrappolati. Invece è importante dire che si può guarire. Certo si ha bisogno di avere accanto persone consapevoli, capaci di tirarti fuori dal problema e di non giudicarti mai”. Lo dice all’ANSA Francesca Fialdini, che torna dall’8 ottobre su Rai 3 alle 23.15 con Fame d’amore, la docuserie giunta alla quinta edizione che dà voce ai ragazzi che affrontano nelle loro vite questi percorsi. In Italia e nel mondo un essere umano su tre soffre di un disagio psichico o psicologico – si ricorda nelle note della trasmissione -. Nel nostro Paese gli individui affetti sono almeno 17 milioni e il 75% dei disagi psicologici si manifesta entro i primi 25 anni di vita; quasi sempre però un giovane che ne è affetto non parla e si nasconde perché prova vergogna.
Con Fame d’amore “diciamo che dobbiamo riprogrammare il linguaggio, usare parole nuove – sottolinea Fialdini -. Questi ragazzi hanno bisogno di sentirsi compresi, non giudicati, perché questo li fa sentire più soli. Dobbiamo avere un atteggiamento di sospensione del giudizio e magari anche la messa in discussione del nostro modo di ragionare tra di noi e con loro può essere di grande aiuto”. Per la giornalista, che intanto prosegue su Rai 1 l’impegno della domenica pomeriggio con Da noi… a ruota libera, “ha senso questo mestiere dove può rivelarsi utile – sottolinea -. Per me lo è quando si occupa di fragilità o di quelle considerate tali. Le abbiamo condannate a lungo, ancora oggi si fa fatica a parlare in pubblico di ciò che reputiamo una nostra debolezza. Io invece penso che solo illuminando le fragilità possiamo crescere come persone, come Paese e collettività, perché ci riguardano tutti. Invece stiamo lasciando ultimi della fila i giovani che sono il nostro futuro”. In ogni puntata di Fame d’amore (prodotta da Rai Approfondimento in collaborazione con Ballandi) viene seguito il percorso di 3 o 4 ragazzi, dal malessere fino alla cura, alla guarigione e alla rinascita. Insieme ai giovani protagonisti ci saranno le loro mamme e i loro papà, gli amici e i compagni; ma anche i terapeuti, gli psichiatri e gli psicologi, che in strutture pubbliche o private, in ospedali o comunità si prendono cura di loro. Nella prima puntata conosceremo “Chiara che ci racconterà come si sia ammalata quando era una bambina piccola – aggiunge la conduttrice -. Troverete Harold, che vive un profondo disagio con il proprio corpo perché si sente totalmente maschio, ma di fatto è nato in un corpo di ragazza; ci sarà la storia di Jeanette, che nella sua vita ha conosciuto solo la violenza e ora deve cominciare a imparare il linguaggio sentimentale e affettivo”. Quest’anno “saranno anche molto più coinvolti i genitori, perché, come diceva la psichiatra Hilde Bruch, una delle prime a capire profondamente le dinamiche dei disturbi alimentari, ‘se si ammala un figlio, si ammala tutta la famiglia’”.
Il diffondersi tra i ragazzi e ragazze dei disturbi alimentari e altre forme di disagio è profondamente legato anche al modo in cui “il corpo nella nostra società è esposto, in ogni modo possibile e immaginabile. È al centro di tutte le nostre attenzioni anche tra i più giovani, attraverso i social network”. Ormai “credo che la cosa ci sia sfuggita di mano. Sennò lasceremmo meno i nostri figli davanti ai videogiochi o al telefono per ore fin da piccolissimi. Invece abbiamo scelto a un certo punto che i cellulari diventassero delle balie. Oggi dobbiamo intervenire, ma rendendoci conto che il loro modo di conoscere il mondo passa attraverso le nuove tecnologie”. Possiamo solo “tentare noi di stare al loro passo, farci aiutare da loro a cercare di capire cosa voglia dire vivere in un mondo digitale e da parte nostra cercare anche di riuscire ad ottenere il prima possibile una normativa internazionale che metta dei paletti rispetto all’uso delle immagini dei minori e vada anche a definire a livello internazionale cosa significa incitazione all’odio”.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
Mostra tutti gli articoli di Maurizio Barra
Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!Annulla risposta