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Emozioni e classe senza tempo, Gilberto Gil incanta Roma

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 8 Ottobre, 2023, 15:05:20 di Maurizio Barra

Emozioni, ritmo e classe senza tempo
con tutto il pubblico dell’Auditorium Parco della Musica a
ballare e a cantare in coro con lui i successi di un carriera
straordinaria intrecciata con la storia del suo Paese. E’ finita
come una grande festa la trionfale serata romana di Gilberto Gil
del tour ”Aquele Abraco”, annunciato come la probabile ultima
avventura europea di uno pilastri della musica brasiliana. A
rendere speciale l’ atmosfera ha contribuito la presenza
massiccia di connazionali tra gli spettatori che lo hanno
acclamato senza sosta, fino al tripudio dei bis con il brano che
dà il titolo al tour e Toda Menina Baiana. Più di 60 album e
nove Grammy Awards, ambasciatore per la pace Unesco e Legion
d’Onore in Francia, Gil non dimostra i suoi 81 anni, impeccabile
alla chitarra nella prima parte più intima riservata al samba,
tra jazz, reggae e bossa nova in cui spiccano le pietre miliari
di Garota de Ipanema e Moon River affidate alla voce della
nipote Flor.

   
Nel racconto musicale raffinato di oltre un’ora e mezza
l’artista ricorda gli snodi della sua vicenda personale, le tre
canzoni scritte dopo l’arresto e la detenzione durante la
dittatura militare – stessa sorte toccata a Caetano Veloso,
l’altro padre del Tropicalismo che proprio una decina di giorni
fa si è esibito nella Cavea dell’ Auditorium – e ‘Back in
Bahia’, composta dopo il ritorno in patria dall’esilio a Londra.

   
‘No woman no cry’ è l’omaggio a Bob Marley con cui ha
collaborato e ‘Touche pas’ scritta in francese per il movimento
Sos Racism.

   
”Bravo ministro”, gli urla uno spettatore ricordando la sua
esperienza alla Cultura nel governo Lula. Il ritmo sale, Gil e i
tre giovani musicisti della band puntano verso il finale.

   
”Voglio sentire tutti cantare” incita il cantante e il
pubblico risponde lasciando le poltrone per circondarlo sotto il
palco e cominciare a ballare. Tra i brani travolgenti del bis
spiccano i versi in italiano di A Novidade, ”quanta disparità,
il mondo diviso in due metà, da un lato carnevale, dall’altro
fame totale”. Tutti in piedi emozionati ad applaudire a
braccia alzate il maestro. ”Muito obrigado, grazie Roma”.

   

   

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