Aggiornamenti, Calcio, Cinema, Cronaca, ECONOMIA, Juventus, Medicina, Salute e Benessere, Mondo, Notizie, Piemonte, Politica, Scienza, Spettacoli Musica e Cultura, Sport, Tecnologia, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, TUTTI I VIDEO DELLA JUVENTUS, Ultim'ora, VIAGGI E VACANZE: TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE, VIDEO NOTIZIE

Non solo long-Covid: c'è anche il 'long-raffreddore' e può durare fino a 11 settimane

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 8 Ottobre, 2023, 22:46:56 di Maurizio Barra

Non è solo il long-Covid a tormentare, con il prolungarsi di sintomi specifici, chi ha contratto il virus anche dopo aver superato la malattia. 

Uno studio della Queen Mary University di Londra, pubblicato sulla rivista EClinical Medicine, edita da The Lancet, svela che si possono manifestare sintomi a lungo termine – o “long-raffreddore” – anche dopo infezioni respiratorie acute che risultano negative al test COVID-19. 

Tra i sintomi più comuni del “long-raffreddore” vi sono tosse, mal di stomaco e diarrea a distanza di oltre 4 settimane dall’infezione iniziale. I risultati suggeriscono che, a seguito di infezioni respiratorie acute non COVID, come raffreddori, influenza o polmonite, potrebbero esserci impatti a lungo termine sulla salute, attualmente non riconosciuti.

Lo studio dei sintomi

La ricerca ha confrontato la prevalenza dei sintomi a lungo termine dopo un episodio di COVID rispetto a un’altra infezione respiratoria acuta, analizzando i dati di 10.171 adulti.  

“Abbiamo indagato 16 sintomi diversi segnalati nel long COVID- spiega all’Ansa l’autrice dello studio Giulia Vivaldi: tosse eccessiva, disturbi del sonno, di memoria, difficoltà di concentrazione, dolore muscolare o articolare, disturbi di gusto o olfatto, diarrea, dolore addominale, cambiamenti nella voce, perdita di capelli, battito cardiaco accelerato insolito, svenimenti o vertigini, sudorazione insolita, mancanza di respiro, ansia o depressione e affaticamento.   

Le persone con infezione precedente da SARS-CoV-2 o precedenti infezioni respiratorie acute (ARI) non COVID erano entrambe più a rischio di segnalare sintomi rispetto alle persone senza infezioni segnalate.

Mentre i guariti dal Covid erano più propensi a segnalare tutti i sintomi esaminati – continua Vivaldi – le persone con infezioni non COVID evidenziavano quasi tutte gli stessi sintomi, ad eccezione dei problemi di gusto o olfatto e di perdita di capelli.

I sintomi più comuni riscontrati sono tosse eccessiva e problemi gastrointestinali, come diarrea e dolori addominali” che le persone con infezione non COVID mostravano in media 11 settimane dopo. “Per ora – conclude l’autrice dello studio- non abbiamo prove che questi ‘lunghi raffreddori’ abbiano gravità e durata simili al long COVID”. 

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.