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Nuova produzione unisce protagonisti della cultura a Ravenna

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 8 Ottobre, 2023, 05:57:28 di Maurizio Barra

Una nuova produzione teatrale
unisce importanti soggetti culturali di Ravenna: il
conservatorio Verdi, l’Accademia di Belle Arti, Ravenna Teatro e
il teatro Alighieri. È ‘La serva padrona’ di Giovanni Battista
Pergolesi, la cui popolarità fin da subito oscurò il dramma per
musica, Il prigionier superbo, di cui era intermezzo. E che,
quasi tre secoli dopo – era, al suo debutto, il 1733 – diventa
una nuova produzione teatrale in prima all’Alighieri martedì 14
novembre alle 20.30.

   
Sul palco i giovani cantanti Paolo Leonardi, Elena Salvatori
e Sveva Pia Laterza e l’ensemble strumentale diretto da Federico
Ferri, mentre la regia di Roberto Magnani re-immagina il titolo
per la nostra epoca e la nuova generazione di nativi digitali.
Nell’affiancare pagine di Pergolesi a nuove composizioni di
Gabriel De Pace e Damiano Ferretti (autori rispettivamente del
Preludio e dell’Intermezzo su testo di Pierfrancesco Venturi),
la messa in scena reinventa l’intreccio tra convenzione,
seduzione e divario economico nel linguaggio di YouTube, del
cosplay e dello streaming. Il Teatro Galli di Rimini,
coproduttore dello spettacolo, ne ospita la replica mercoledì 15
novembre alle 20 (giovedì 16 la recita per le scuole riminesi).

   

‘La serva padrona’ secondo Magnani ci accompagna nella camera
da letto di uno streamer, Uberto (il basso Paolo Leonardi), un
ricco content creator dedito a dirette video. Serpina (il
soprano Elena Salvatori) è la sua “serva”, forse una donna delle
pulizie o governante, forse solo una ragazza che condivide la
sua casa e, appassionata di cosplay, adora indossare i panni di
una provocante cameriera. A rafforzare il gioco del
travestimento e dello scambio dei sessi già caro a tanto
Settecento e presente nel libretto originale, il servo Vespone,
ovvero Sveva Pia Laterza, è una donna che nell’intermezzo tanto
muta non è, anzi. A osservare e commentare azioni e baruffe ci
sono centinaia di utenti abbonati che abitano la chat sul canale
social di Uberto e che, al pari degli spettatori, spiano il
piccolo e buffo universo sul palcoscenico.

   

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