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Tim, il governo va avanti sulla rete

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Ultimo aggiornamento 24 Ottobre, 2023, 11:41:50 di Maurizio Barra

 Il governo va avanti su Netco. Fonti del Mef sono categoriche nel confermare l’intenzione di acquistare una quota della rete di Tim, definendo infondate le ipotesi circolate dopo l’incontro la scorsa settimana al Tesoro con Vivendi, principale azionista di Tim con il 23,75% del capitale.
Secondo alcuni rumor Yannick Bollorè e Arnaud de Puyfontaine, rispettivamente presidente e amministratore delegato del gruppo francese, avrebbero offerto al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al capo di gabinetto del governo Meloni, Gaetano Caputi, di ‘salvare Tim senza vendere la rete’.
Ma dal Tesoro fanno sapere che il governo con i suoi advisor sta continuando a lavorare senza tentennamenti sul dossier Netco, sottolineando come non risulti che ci sia in corso del governo una riflessione che possa rimettere in discussione la questione. Il governo, si spiega, è invece fermo nel suo proposito di entrare fino al 20% della Netco con diritti strategici di governance, come dichiarato dopo la firma, il 10 agosto scorso, del Memorandum col fondo statunitense Kkr.
Lettera di intenti in cui il governo si impegna anche a investire fino a 2,5 miliardi di risorse pubbliche per assicurare il futuro di un asset strategico e quello dei dipendenti del gruppo.
L’offerta definitiva e vincolante di Kkr è attesa alla fine della settimana. Per la firma da parte del Mef, però, bisognerà attendere un doppio via libera: quello della della Corte dei Conti e quello dell’Auorità Garante della Concorrenza e del Mercato. La vicenda rischia comunque di prendere una piega legale, perché se é vero che Vivendi ha espresso perplessità sulla cessione della rete di Tim, è probabile che si possa arrivare ad un ricorso da parte del socio francese.
Quest’ultimo in particolare – secondo quanto riportato da Repubblica che cita fonti finanziarie vicine al dossier – avrebbe proposto una soluzione industriale alternativa che prevede un cambio di management e non richiede un aumento di capitale. Secondo questa ricostruzione il Mef, dopo aver ascoltato Bollorè e de Puyfontaine, avrebbe risposto che si riserva di dare una risposta ai dubbi sollevati dal socio francese. Cosa categoricamente smentita dagli ambienti del Tesoro.

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