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Il filantropo turco Osman Kavala vince il premio Vaclav Havel

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Ultimo aggiornamento 10 Ottobre, 2023, 02:17:16 di Maurizio Barra

Osman Kavala, filantropo e attivista civile turco, arrestato nell’ottobre 2017 per i suoi presunti legami con le proteste di Gezi Park e condannato all’ergastolo, è il vincitore dell’undicesima edizione del premio Vaclav Havel, conferito dall’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

Osman Kavala, in prigione da sei anni nonostante due sentenze definitive della Corte europea dei diritti umani abbiano stabilito che debba essere scarcerato, era rappresentato alla cerimonia di premiazione dalla moglie. La donna, Ayse Bugra Kavala, molto emozionata ha letto una lettera che il marito ha scritto quando ha saputo di essere uno dei tre finalisti. “Questo premio, che porta il nome di Vaclav Havel, ha un significato molto importante per me. La Carta 77, un’iniziativa pionieristica della società civile che domanda ai governi di rispettare i diritti umani e le libertà definiti nei trattati internazionali che hanno sottoscritto è stata un’ispirazione per noi in Turchia, nonostante le violazioni nel nostro Paese fossero di natura differente”, scrive Kavala. “Havel credeva nella possibilità di creare un ordine umano basato sulla responsabilità, la solidarietà, la fiducia, l’apertura verso gli altri e l’amore. Lui considerava l’umanesimo una valida alternativa all’ideologia, e non credo che dovremmo abbandonare la speranza di arrivare a un tale ordine del mondo”, scrive ancora Kavala. “Non credo che il mio Paese diverrà un regime autoritario chiuso, come quello sotto cui ha vissuto Havel. Credo invece chela Turchia ridiverrà in un futuro non troppo lontano una democrazia genuina dove lo stato di diritto sarà rispettato”, continua l’attivista.   

Kavala scrive di voler condividere la sua premiazione con tutti i cittadini  turchi tenuti in prigione illegalmente, inclusi gli attivisti condannati per aver cospirato con lui contro il governo.

La moglie di Osman Kavala durante le proteste fuori dal tribunale di Istanbul OZAN KOSE/AFP via Getty Images

La moglie di Osman Kavala durante le proteste fuori dal tribunale di Istanbul

La Corte suprema d’appello turca una settimana fa, il 29 settembre, ha confermato la condanna a Kavala per “tentativo di rovesciare il governo”, in relazione alle proteste di Gezi park nel 2013

Kavala è in carcere dal 2017. Il processo a suo carico e la condanna all’ergastolo nel 2022 sono stati stigmatizzati come politicamente motivati da parte di governi occidentali e gruppi per i diritti umani. 

Nell’ottobre 2021, la protesta degli ambasciatori di dieci paesi (Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia e Stati Uniti) che chiedevano una “soluzione “rapida e giusta” del caso Kavala aveva creato una crisi diplomatica. 

Nel 2018 il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, aveva accusato Kavala di aver finanziato le proteste di Gezi Park assieme all’uomo d’affari e filantropo americano ungherese George Soros, parlando di una cospirazione internazionale. Kavala ha sempre negato le accuse.       

La decisione della Corte suprema d’appello turca è “un mostruoso abuso del sistema giudiziario”, ha scritto sul social X la direttrice di, Human Rights Watch Europe and Central Asia, Emma Sinclair-Webb.

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