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Musiche rare sugli strumenti della Collezione Tagliavini

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 11 Ottobre, 2023, 01:29:52 di Maurizio Barra

Un affascinante viaggio attraverso
le principali corti europee del primo Seicento, in cui la musica
fungeva da strumento di dialogo tra i vari governi. Nella serata
dell’11 ottobre, la clavicembalista Catalina Vicens eseguirà al
Museo San Colombano di Bologna brani dei più importanti
musicisti che hanno agito come ambasciatori culturali
all’estero, trasmettendo un dialogo tra diverse tradizioni e
contaminazioni. “Europa ‘600 – Dialoghi musicali” è infatti il
titolo dell’appuntamento di apertura della nuova stagione
concertistica del museo di Via Parigi che ospita la Collezione
di strumenti antichi che Ferdinando Tagliavini donò oltre 10
anni fa a Genus Bononiae per farne appunto un museo vivo, dove i
circa 100 strumenti che vi sono conservati sono tutti suonabili.

   
Da domani, dunque, da William Byrd a Orlando Gibbons, da John
Dowland a Louis Couperin fino a Peter Philips e a Girolamo
Frescobaldi, Catalina Vicens, che della Collezione Tagliavini è
anche la conservatrice, guiderà il pubblico attraverso preludi,
pavane, toccate, gagliarde, correnti e passacaglie suonate su
alcuni preziosi strumenti a tastiera di quella collezione: la
Spinetta traversa di Louis Denis costruita a Parigi nel 1681, il
clavicembalo di Giovanni Battista Giusti di Lucca costruito a
Ferrara nel 1679, il clavicembalo di Mattia de Gand fatto a Roma
nel 1685 e un’altra spinetta traversa all’ottava realizzata
anch’essa a Roma da Silvestro Albana nel 1617. Il tutto immerso
tra gli slendidi e affascinanti affreschi, tra cui molti della
scuola dei Carracci, che l’ex Chiesa di San Colombano e
l’annesso Oratorio custodiscono. I primi due decenni del XVII
secolo videro un notevole sviluppo della musica strumentale in
Europa, favorito da un fervente scambio di musicisti tra i paesi
e dalla crescente consapevolezza degli stili nazionali. La
Guerra dei Trent’anni, iniziata nel 1618 quando l’Imperatore
Ferdinando II fu deposto come Re di Boemia e sostituito da
Federico V del Palatinato, innescò un movimento di artisti in
esilio. Si creò così una sorta di fusione di influenze che
contribuì a creare un patrimonio musicale unico nella Barocca
Europa.

   

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