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Ancelotti laurea e lacrime, 'ora mi chiamino dottore'

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Ultimo aggiornamento 12 Ottobre, 2023, 02:28:13 di Maurizio Barra

 “Si dirà che di esami ne ho fatti pochi, ma la verità è che ne ho fatti tanti e ne farò tanti. Ogni tre giorni c’è un esame per cui ti prepari e che devi superare”. Così un commosso Carlo Ancelotti ha iniziato la sua lectio magistralis in occasione della sua la Laurea Magistrale ad honorem in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate. Ad assegnargliela l’Università degli Studi di Parma, città dove Ancelotti ha iniziato la sua carriera da calciatore prima, allenatore poi e dove continua a vivere quando lo permettono i suoi impegni professionali.
    “Il calcio mi ha insegnato tante cose: la relazione con le altre persone, il rispetto degli altri, il rispetto delle regole, il rispetto dell’autorità, l’impegno, a gestire un gruppo, a saper ascoltare, a stare al passo con i tempi che cambiano – ha detto l’attuale tecnico del Real Madrid – La differenza tra un grande giocatore e un grande campione è che il grande campione riesce a mettere il proprio talento al servizio degli altri. La differenza è tra egoismo e altruismo”.

 

Video Laurea ad honorem ad Ancelotti: ‘Diro’ ai miei giocatori di chiamarmi dottore’

 

    Poi un passo indietro a ripensare alla sua carriera che ha definito come “un viaggio lunghissimo, bello, intenso, appassionante, e continua a esserlo. La cosa più importante è la passione, e la passione non è che la compri al mercato. A me il calcio piace, piace moltissimo: non ha mai rappresentato per me né un sacrificio né un lavoro”.
    Ancelotti è l’unico allenatore nella storia del calcio ad avere vinto il titolo nei cinque principali campionati europei (con squadre del calibro di Milan, Chelsea, Paris Saint Germain, Bayern Monaco e Real Madrid) ed è l’unico ad avere nel suo palmarès quattro Champions League.
    “In un mondo come quello del calcio, spesso molto urlato e non di rado sopra le righe, Ancelotti ha scelto una strada tutta sua e tutta diversa – ha sottolineato il rettore dell’Università di Parma Paolo Andrei – quella del lavoro fatto in silenzio e senza alzare la voce, sempre con i piedi per terra, del fair play, del rispetto delle persone e del loro lavoro. Questo ragazzo partito da Reggiolo ha vinto praticamente tutto ed è arrivato sul tetto del mondo. Ed è diventato un Maestro”.
    La laudatio è stata invece pronunciata a due voci da Marco Vitale, Delegato del Rettore per lo Sport e Presidente del Comitato per lo sport universitario, e Luigi Garlando, giornalista della Gazzetta dello sport.
    Presenti in sala, fra gli altri Ariedo Braida, Vincenzo Pincolini, il tecnico del Parma Fabio Pecchia, il Sindaco Michele Guerra, il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini a anche Arrigo Sacchi, che ha chiosato: “Carlo era un professore già prima di oggi, un professore di calcio dotato di grande intelligenza e umanità”.

   

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