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Ponte, pm si arrabbia con imputato, 'per suoi calcoli 43 morti'

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Ultimo aggiornamento 12 Ottobre, 2023, 05:09:02 di Maurizio Barra

“Io non ho nascosto qualcosa o i
dati, non ho mai avuto il minimo dubbio sulla sicurezza del
ponte. E tutto veniva condiviso”. Sono alcuni passaggi
dell’esame dell’ingegnere di Spea Emanuele De Angelis, imputato
insieme ad altre 57 persone nel processo per il crollo del ponte
Morandi (14 agosto 2018, 43 vittime). De Angelis partecipò al
retrofitting, il rinforzo delle pile 9 e 10 i cui lavori erano
previsti per la fine del 2018. I pm Walter Cotugno e Marco
Airoldi lo hanno incalzato più volte chiedendogli conto dei
calcoli fatti sugli stralli e sul livello di ammaloramento
riscontrato al 20%. Per l’accusa avrebbe dovuto chiedere o far
effettuare ulteriori indagini dirette sullo stato del ponte,
visti i tanti segnali sulle condizioni di degrado. “Mi resi
conto che nelle verifiche di sicurezza i calcoli non tornavano.

   
Ma solo perché erano state inserite delle ipotesi cautelative.

   
Togliendole le verifiche erano largamente soddisfatte”. Dopo i
pm hanno continuato a incalzarlo e ai suoi tentennamenti il
sostituto procuratore Cotugno è sbottato dicendo “qui sono morte
43 persone per i suoi calcoli”, sollevando le proteste delle
difese. L’esame di De Angelis continuerà lunedì prossimo mentre
due imputati, alla luce dell’andamento degli interrogatori di
queste settimane, stanno valutando se rinunciare
all’interrogatorio.

   

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