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Amatrice, in sciopero della fame per un fondo a vittime disastri

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 14 Ottobre, 2023, 07:20:12 di Maurizio Barra

Nel 2021 aveva avviato uno sciopero
della fame sollecitando un intervento a favore dei cittadini che
erano in affitto al momento del sisma del centro Italia
nell’agosto 2016. Una protesta durata 21 giorni. Nel 2022, altri
12 giorni di sciopero della fame chiedendo che lo Stato
istituisca un fondo di supporto alle famiglie delle vittime di
grandi catastrofi. Ora, a fronte di mancate risposte su questo
tema, il nuorese Mario Sanna, padre di una delle vittime di
Amatrice, Filippo (morto a 22 anni), torna alla carica. Anche
stavolta con una forma di protesta estrema: da tre giorni ha
ripreso l’astensione dal cibo.

   
“Passano i governi, da Conte a Draghi e ora Meloni, ma ancora
non si vede la legge per l’istituzione del fondo per i familiari
delle vittime delle grandi catastrofi – dice all’ANSA Sanna –
Eppure anche noi siamo a tutti gli effetti tra coloro che hanno
subito danni per il terremoto. Anzi siamo quelli che hanno
subito il danno maggiore. Non vogliamo risarcimenti ma finora
siamo inesistenti: per questo ho deciso di riprendere la
protesta a oltranza”. Mercoledì 18 è fissato un incontro con il
nuovo commissario alla ricostruzione Guido Castelli e quella
potrebbe essere l’occasione per la svolta. Nel frattempo, oltre
alla petizione su change.org, è partito l’invio di mail alla
premier Meloni ricordando “i due precedenti che dovrebbero
facilitare la normazione di tale fondo: le disposizioni in
favore dei parenti delle vittime di Viareggio e Rigopiano”.

   
La battaglia è supportata anche dal sindaco di Nuoro Andrea
Soddu che esprime la sua “profonda solidarietà a Mario Sanna
che ha intrapreso questa protesta per una causa nobile. Il fondo
richiesto da Mario rappresenterebbe un segno di dignità,
compassione e solidarietà da parte dello Stato e della nostra
intera comunità”.

   
“Mi unisco all’appello di Mario e alla sua legittima
richiesta affinché il governo prenda in considerazione questa
istanza e metta fine a un sacrificio che appare assurdo in un
paese che si considera civile come il nostro”, conclude il primo
cittadino nuorese.

   

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