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Gli australiani dicono 'no' ai diritti degli aborigeni

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Ultimo aggiornamento 14 Ottobre, 2023, 19:21:55 di Maurizio Barra

Gli australiani hanno rifiutato di concedere agli aborigeni il riconoscimento costituzionale e maggiori diritti. Lo ha annunciato il vice primo ministro Richard Marles. “Gli australiani non hanno votato per una modifica della costituzione”, ha detto Marles. “Rispettiamo molto questo risultato.” 

La modifica della costituzione prevedeva la nascita di un ente consultivo, denominato ‘Voce’, in grado di rappresentare le popolazioni indigene al Parlamento nazionale su questioni che riguardano la minoranza etnica più svantaggiata dell’Australia.

Il fallimento del referendum rischia di avere effetti collaterali sulla compagine politica del Paese. La consultazione infatti era stata una delle promesse chiave che il partito laburista aveva presentato agli elettori nel 2022, quando era tornato al potere dopo anni di partito conservatore.   

Il voto è avvenuto 235 anni dopo l’insediamento britannico, 61 anni dopo che agli aborigeni australiani è stato concesso il diritto di voto e 15 anni dopo le scuse storiche del primo ministro per i danni causati da decenni di politiche governative, inclusa l’allontanamento forzato di bambini dalle famiglie indigene.   

Il sostegno alla ‘Voce’, l’organismo che si sarebbe costituito per la prima volta in parlamento in caso di vittoria del ‘si”, era stato forte nei primi mesi del 2023, secondo i sondaggi, ma successivamente era iniziato un lento e costante declino. L’organo consultivo, che avrebbe incluso rappresentanti indigeni di ciascuno dei sei stati e dei due territori dell’Australia votati dai loro elettori indigeni locali, era stato sviluppato e approvato dai leader aborigeni e isolani dello Stretto di Torres nel 2017.

Il primo ministro laburista, Anthony Albanese, aveva incluso il referendum tra gli impegni nella campagna per le elezioni vinte nel maggio dello scorso anno e ieri si era detto fiducioso in un risultato positivo.

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