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Ultimo aggiornamento 15 Ottobre, 2023, 16:29:05 di Maurizio Barra
Onore a Francesco Totti, eterno simbolo della AS Roma, ma il titolo di ottavo Re di Roma non spetta a lui. Fu dato infatti, assieme al soprannome di Divino, a Paulo Roberto Falcao, 70 anni domani, centrocampista brasiliano che sbarcò nella capitale italiana, per la felicità anche della cattolicissima mamma Azise nell’estate del 1980, arroventata dal primo scandalo del calcioscommesse.
Il popolo giallorosso aspettava Zico, perché non era un mistero che il presidente Dino Viola puntasse al fuoriclasse del Flamengo idolo di Rio, e invece arrivò questo giocatore che in quel momento non smuoveva i cuori romanisti ma che in patria aveva trascinato per tre volte al titolo nazionale, quello del ‘Brasilerao’, l’Internacional di Porto Alegre con cui aveva vinto anche cinque campionati regionali (nel suo caso del Rio Grande do Sul) che in Brasile hanno quasi pari importanza.
Le tv locali che all’epoca pullulavano nell’etere romano rimasero spiazzate, ricche com’erano di video cassette con le prodezze di Zico ma senza immagini di quello che, invece, era stato il nuovo acquisto, presentatosi in via del Circo Massimo assieme all’avvocato Cristoforo Colombo, e quel giorno nacque la figura del procuratore. Ma bastò vedere Falcao in campo per la prima volta con la maglia della Roma e i tifosi della ‘Magica’ si innamorarono subito di lui. Quel giocatore con la maglia n.5, infatti, smistava il pallone sempre di prima, non aveva paura dei contrasti e anzi li cercava esibendosi anche nel ‘carrinho’, si smarcava con facilità perché correva di continuo, non tentava mai giocate a effetto o dribbling, raramente si esibiva nei colpi di tacco ma quando lo faceva era pura magia, come quando, con una prodezza del genere, mandò in gol Pruzzo.
Anche per questo, e per aver trasformato la ‘Rometta’ facendola diventare una squadra da scudetto, uno vinto e un altro (quello del gol annullato a Turone) ancora rimpianto, la passione della gente della Roma per Falcao non è mai venuta meno, e lo si vede ogni volta che torna invitato per qualche evento. Al Divino è stato perdonato perfino il fatto che non abbia voluto tirare il rigore nella finale di Coppa dei Campioni persa dal dischetto, e in casa, contro il Liverpool, il ricordo più doloroso per tutti i romanisti. “Avevo i crampi, e poi io non sono mai stato un rigorista”, spiegò il Divino, protagonista contro i Reds di una prestazione non all’altezza. Ci fu anche chi scrisse che pensava già al trasferimento all’Inter, poi non concretizzatosi per l’intervento del romanista eccellente Giulio Andreotti.
In Brasile lo aveva scoperto, e lanciato nella prima squadra dell’Internacional, un altro campione che di Falcao fu il modello, ovvero Dino Sani, e subito era stata Olimpiade, quella di Monaco 1972 con la Seleçao. Poi l’antipatia reciproca con il ct dell’epoca Claudio Coutinho, un duro ex capitano dell’esercito, gli era costata la convocazione per i Mondiali del 1978 in Argentina. Quattro anni dopo, invece, prese parte a quelli del 1982 in Spagna, aveva la maglia n.15 perchè il 5 era di Cerezo e l’altro titolare all’inizio era Batista, ma ben presto soffiò il posto a colui che l’anno dopo sarebbe andato a giocare nella Lazio. Così Falcao rischiò di diventare il ‘killer’ dei sogni di gloria dell’Italia di Bearzot, con quel gol al Sarrià che scatenò la torcida fino al terzo capolavoro di Paolo Rossi.
Il due volte ‘Boula de Oro’ da Porto Alegre venne convocato anche per Messico ’86 ma non era in condizione per via di ricorrenti problemi alle ginocchia, e nel match decisivo con la Francia gli venne preferito Elzo, suo presunto erede anche nell’Internacional. A quei tempi l’accordo con la Roma era già stato rescisso per “inadempienza contrattuale”, la Fiorentina dei Pontello non aveva voluto offrirgli un ingaggio perché non si fidava, alla fine il Divino era andato al San Paolo. Poco importa, perché per la gente di Roma sponda giallorossa Paulo Roberto Falcao rimane un unico grande amore, di quelli che, come recita una delle canzoni dedicate alla squadra, “ti fanno sentire importante anche se non conti niente”.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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