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Casa: sindacati, in Piemonte servono 30mila alloggi in più

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 17 Ottobre, 2023, 00:07:45 di Maurizio Barra

“La questione casa sta esplodendo
come grave problema sociale. Serve un nuovo welfare
dell’abitare, mentre da anni si finanzia pochissimo rispetto
alle esigenze dell’edilizia pubblica. Solo in Piemonte servono
almeno 30mila unità abitative ed è urgente una riforma della
legge regionale del 2010”. A lanciare l’allarme, Davide Masera,
segretario regionale Sunia, insieme agli altri sindacati
inquilini, a Cgil, Cisl e Uil, durante un convegno in Atc
(Agenzia territoriale per la casa), dove le organizzazioni
sindacali hanno presentato la loro proposta di riforma della
legge regionale.

   
Per i sindacati la risposta ai bisogni abitativi sono “più
risorse, riqualificazioni, no a ulteriore consumo di suolo e
alla svendita del patrimonio pubblico, aumento dell’offerta di
edilizia pubblica anche per andare incontro a una fascia grigia
in continua crescita, con reddito troppo alto per accedere
all’edilizia residenziale pubblica, ma che non ce la fa più a
pagare i canoni nel mercato privato”. C’è poi il tema delle
manutenzioni, “con 4mila alloggi vuoti attualmente non
assegnabili”. Anche per il presidente Atc Emilio Bolla “la
modifica della legge 3/2010 potrebbe essere l’occasione per
valutare l’opportunità di prevedere la possibilità di utilizzo
di una porzione del patrimonio di edilizia pubblica, soprattutto
di piccole dimensioni, per particolari categorie con apposite
graduatorie, per rispondere alla domanda crescente in questi
ambiti”. A rispondere l’assessora Chiara Caucino che, dicendosi
d’accordo sui principi, sottolinea che “bisogna entrare nel
concreto. L’edilizia residenziale pubblica – dice – deve
rispondere alle fragilità e non lo sta facendo in modo ottimale
perché non è presente l’integrazione dei sevizi. Bisogna non
solo dare una casa alla persona fragile, ma accompagnarla sotto
tutti gli aspetti della vita. È un dato di fatto – conclude –
che non ci siano case popolari sufficienti e concordo che a
livello nazionale serva un piano casa serio. Iniziamo a
ragionare su questo e sulle manutenzioni”.

   

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