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Ceramica Suono, le sculture sonore di Pierluigi Pompei

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 17 Ottobre, 2023, 14:10:39 di Maurizio Barra

Ceramica & Suono è il titolo della
mostra che la Fornace del Canova ospita dal 24 ottobre –
nell’ambito della Rome Art Week – fino al 2 dicembre. Per la
prima volta a Roma dopo trent’anni l’artista e compositore
Pierluigi Pompei, che oggi vive e lavora ad Amsterdam, espone le
sue sculture sonore in ceramica, concepite per lo spazio
circolare della Fornace in una sinergia tra suono, colore e
materia. La mostra è anche un omaggio ad Antonio Canova, di cui
abbiamo celebrato il bicentenario l’anno scorso, che in quel
luogo cuoceva i suoi bozzetti in terracotta. È proprio qui che
l’artista cerca un dialogo con lo scultore neoclassico, la sua
storia, la tradizione e l’artigianato, per sperimentare come
questi elementi risuonino nel presente.

   
L’esposizione si sviluppa in un percorso suggestivo e intimo
in cui il visitatore, spettatore e attore dell’evento di sound
art, si può lasciare andare vivendo le proprie sensazioni,
fenomeno che l’artista studia dal 2016. Le forme circolari in
ceramica smaltata e i colori fusi con la materia sono il canale
attraverso cui si diffondono i suoni evocativi, composizioni in
quadrifonia ideate dallo scultore per questo spazio: dalle
melodie accennate all’eco armonica di trombe colorate, dal
sussurro del vento alle voci casuali. “L’intenzione – spiega
l’artista – è proprio una spazialità sonora in cui i suoni fanno
parlare l’aria”.

   
La mostra, installazione esperienziale, riunisce tre sculture
sonore in ceramica, tre passaggi diversi acusticamente che
suscitano emozionanti sinestesie cromatiche: all’ingresso il
Vocum, due ‘bocche’ smaltate che cantano dal muro; poi si passa
al Rovesciamento, lunghe campane che alternano femminile e
maschile in un equilibrio orientale, fino a Linea d’orizzonte,
un diorama allestito nella cavità circolare della Fornace.

   
Entrando si è avvolti dai suoni e dai colori, percezioni che
avanzano e si allontanano come se fossero il respiro di una
città, raccontata da un’illusoria prospettiva di 450 mattonicini
blu cobalto che sfumano in una leonardesca evanescenza. Si vive
cosi una situazione acustico-visiva immersiva, in cui i suoni
rimangono contenuti all’interno di un piccolo universo ideale
dove il visitatore può guardare e ascoltare dal miglior punto
possibile. La mostra, che sarà aperta tutti i giorni dalle 16
alle 20, è realizzata con il contributo dello Stimuleringsfonds
Creatieve Industrie (Fondo stimolo per industria creativa di
Rotterdam), fondazione Stokroos e dell’EKWC (Centro Europeo
della Ceramica in Oisterwijk) e del Mondriaan Fonds.

   

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