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Ultimo aggiornamento 17 Ottobre, 2023, 03:05:52 di Maurizio Barra
Un sibilo. Una fiammata gigantesca. Un boato. Poi alcune pareti di cemento che tremano sotto l’impatto dell’onda d’urto. Sono le 18 quando Israele colpisce il perimetro del valico di Rafah, fra Gaza e l’Egitto: il messaggio è chiaro, senza il suo assenso da quel varco non si passa.
A breve distanza, sul versante egiziano, sono ancora parcheggiati centinaia di camion con aiuti umanitari dall’Egitto, dalla Turchia e dal Qatar destinati alla popolazione della Striscia. Ci sono medicinali, acqua potabile, materassi e coperte per le molte migliaia di sfollati che da giorni dormono all’addiaccio, adesso anche sotto la pioggia. E tra quei tir ci sono anche le autocisterne con il carburante, essenziale per gli ospedali dove è iniziato il conto alla rovescia delle ultime ore di autonomia: il combustibile per i generatori è sufficiente solo fino a domani mattina, lancia l’allarme l’ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, mentre Msf parla di una situazione sanitaria “al collasso”, con molti medici fuggiti via con le loro famiglie.
Dal lato di Gaza quegli aiuti erano ben visibili e si potevano quasi toccare con mano quando, alle 9 di mattina, i funzionari del valico annunciavano che tutti i preparativi erano stati completati. All’ingresso del varco sostavano in trepida attesa della luce verde centinaia di persone: cittadini stranieri e palestinesi con doppia cittadinanza, con molte valige e bimbi in braccio, che contavano di passare nel Sinai oggi stesso. Sulla carta sembrava che il valico sarebbe stato percorribile fino alle 15. Ma le ore sono trascorse a vuoto, l’attesa si è pian piano trasformata in angoscia e la speranza è svanita all’imbrunire. Quando è entrata in azione l’aviazione di Israele, colpendo una piazzola laterale di Rafah.
Un altro stop, l’ennesimo, alla sola via di fuga ma anche all’unico passaggio possibile per gli aiuti: pare che Israele pretenda che osservatori stranieri imparziali ispezionino con cura quanto entra. E chi esce. Ma c’è anche un altro nodo: il governo Netanyahu non accetta alcuna concessione umanitaria fintanto che centinaia dei suoi cittadini sono tenuti in ostaggio.
Israele sulla carta una concessione l’ha già fatta: domenica ha annunciato di aver ripreso l’erogazione di acqua potabile a sud, dove sono sfollate 600mila persone da Gaza City e dal nord della Striscia. Ma quell’acqua è arrivata solo in un’area a est di Khan Yunes chiusa al pubblico. Nella città palestinese con annesso campo profughi, l’emergenza resta quindi drammatica: molti vagano con taniche gialle o azzurre in mano nella speranza di trovare una fontana o un rubinetto attivi. Chi riesce a riempirle, al ritorno a casa, deve dosare l’acqua con cura. Per una doccia, in queste condizioni, si può disporre al massimo di una bottiglia da un litro e mezzo. E anche l’Unrwa, l’ente dell’Onu per i profughi, avverte di non essere più in grado di provvedere alle necessità dei 400mila sfollati giunti nelle sue strutture negli ultimi giorni. Ormai ricevono solo pane e acqua: “Di più – dicono sconsolati – non possiamo fare. Superano numericamente di quattro volte le nostre capacità di assistenza”.
Dopo lo sconforto per la mancata apertura del valico di Rafah, chi ha ancora corrente elettrica segue su al Jazeera i discorsi alla Knesset del premier Benyamin Netanyahu e del capo dell’opposizione Yair Lapid. L’emittente traduce in arabo. “Tutti capiscono che il futuro è minaccioso e che un attacco di terra è alle porte”, racconta uno degli abitanti. Attorno solo desolazione. Le autorità di Gaza non hanno provveduto a rifugi per la popolazione, né alla distribuzione di cibo e di benzina. Lo sconforto e la disperazione prendono il sopravvento: molti si sentono abbandonati al loro destino, con la sensazione che nel giro di ore o pochi giorni l’esercito d’Israele entrerà in forze nel nord. In quelle strade e quelle città dove hanno abbandonato le loro case ed i loro ricordi di una vita. Stanotte per questa gente sembra non esistere più un futuro.
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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