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Sindaco di Ferrara, 'rammarico per Ovadia ma rispetto la scelta'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 17 Ottobre, 2023, 22:28:21 di Maurizio Barra

“Mi dispiace sinceramente per le
dimissioni di Moni Ovadia, mai mi sognerei di invocarle per
ragioni di idee politiche. Di questo, proprio stamattina, ho
avuto modo di confrontarmi direttamente con lui, purtroppo solo
al telefono, visto che in questi giorni mi trovo fuori città.

   
Certe visioni, come noto, ci dividono, ma nessuno può mettere in
discussione la libertà di pensiero, la qualità intellettuale e
le capacità artistiche di Ovadia, che per Ferrara e il suo
Teatro ha fatto tanto. Gliene sono grato. Anche per questo la
sua scelta, oggi, mi rammarica, ma ovviamente la rispetto”. Lo
dice il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, dopo le dimissioni
dell’attore da direttore generale del teatro comunale, in
seguito alle sue prese di posizione critiche sulle
responsabilità del governo israeliano e del premier Netanyahu
sulla crisi.

   
“Ovadia – spiega il sindaco – rimarrà per altri tre mesi per
questioni formali, quindi fino alla fine dell’anno. Alla prima
occasione possibile lo incontrerò personalmente per chiarire
ogni aspetto. Seppure a distanza, ho da subito tenuto a
sottolineargli telefonicamente che mai ho anche solo ipotizzato
di anteporre le sue idee politiche al giudizio sulla persona e
sulle sue qualità artistiche, in coerenza col mio modo di
essere, con l’autonomia e il rispetto dovuti alla cultura e al
Teatro, come istituzione culturale della città. Autonomia che
oggi continua ad essere garantita dal presidente e dal cda.

   
Semmai, se si parla di ingerenze bisogna guardare al passato,
quando, col Pd al governo della città, in cda sedeva il
vicesindaco, nonché allora assessore alla cultura (mentre la
Fondazione Ferrara Arte era addirittura presieduta dall’ex
sindaco Tagliani). Come dire: col Pd le mani del partito
entravano prepotentemente anche nella programmazione culturale
della città. Oggi, com’è evidente, il vento è davvero cambiato e
la cultura è libera. Voglio precisare, in conclusione, che il
Teatro, a seguito delle ultime vicende, non subirà alcun impatto
rispetto alla ricca programmazione in essere, grazie al grande
lavoro realizzato fino ad oggi”.

   

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