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Caroline Widmann apre la stagione della Filarmonica Toscanini

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 18 Ottobre, 2023, 00:42:00 di Maurizio Barra

Inaugurazione all’insegna del
romantico e del femminile quella programmata per il 21 ottobre
all’Auditorium Paganini di Parma dalla Filarmonica Toscanini per
la sua nuova stagione concertistica: nella duplice veste di
violino solista e di direttrice ci sarà infatti la
quarantasettenne artista tedesca Carolin Widmann impegnata a far
rivivere le partiture di altre due signore della musica come
Clara Schumann e Fanny Mendelssohn, intrecciandole naturalmente
con quelle ben più conosciute del marito della prima, Robert, e
del fratello della seconda, Felix.

   
Musicista assai versatile, insignita nel 2017 del Bayerischer
Staatspreis per l’eccezionale musicalità, Carolin Widmann spazia
tra i grandi concerti classici, le nuove commissioni scritte
appositamente per lei, i recital solistici e un’ampia varietà di
musica da camera e concerti con strumenti d’epoca. Per questo
primo appuntamento del cartellone della Toscanini (in programma
anche al Teatro Sociale di Rovigo il 20 ottobre e alla Chiesa
del Carmine di Lugo di Romagna il 22) Widmann conduce il celebre
Concerto in mi minore di Mendelssohn e il meno conosciuto ma
carico di indubbio fascino, Concerto in re minore di Schumann.

   
La locandina comprende poi due brani che permetteranno di
apprezzare l’indubbio talento di due delle musiciste più
importanti dell’800, per altro, in misura differente, alla loro
epoca non valorizzate.

   
Di Clara Schumann vengono eseguite Tre fughe su temi di Bach
e di Fanny Mendelssohn il primo tempo, Adagio ma non troppo, del
Quartetto (versione per orchestra d’archi di Rosita Piritore).

   
L’intero programma presenta numerosi intrecci collegati a questo
ideale connubio delle due illustri famiglie di musicisti: i
Mendelssohn e gli Schumann legati da rapporti di forte amicizia
e uniti da profonde affinità culturali. Insieme rispecchiano le
due anime del romanticismo tedesco, opposte nei loro
orientamenti, che si percepiscono dalla loro diversa scrittura
musicale: chiara e simmetrica, dentro a forme perfette quella di
Felix Mendelssohn, dall’altra la loro rivoluzione, il
sovvertimento delle stesse, lo scatenarsi di forze oscure e
misteriose che pervade l’opera di Robert Schumann.

   

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