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Manara, 'Così fan tutte perché ne hanno diritto'

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Ultimo aggiornamento 18 Ottobre, 2023, 04:24:10 di Maurizio Barra

A 78 anni Milo Manara debutta nella lirica disegnando scene e costumi di ‘Così fan tutte di Mozart’, nuova produzione che il 20 ottobre inaugura la 56/a stagione lirica del Teatro Pergolesi di Jesi (Ancona). Ha accettato dopo un lungo corteggiamento da parte della direzione artistica, “convinto – racconta all’ANSA – dall’amore per Mozart, di cui mi affascina tutto, compresa la Messa da Requiem. Inoltre per una proposta del genere devi avere tempo e io lavoro sempre molto. Infine, ho trovato una chiave scenografica per l’allestimento e ho detto sì”. La chiave è quella di realizzare una serie di disegni a sfondo erotico, che poi verranno riprodotti ingranditi su tela in scena raffiguranti ninfe, satiri, cupidi e dei, da Apollo a Venere, da Minerva a Mercurio, con un sipario trasparente in tulle rosa, un boccascena in mezzo e un fondale raffigurante il mare in fondo. La trama dell’opera, la più ambigua e meno rassicurante della trilogia di Mozart-Da Ponte, narra la storia di due sorelle e dei rispettivi fidanzati, che per una scommessa ordita da un cinico filosofo accettano di verificare la fedeltà delle amate, fingendo di partire per poi tornare sotto mentite spoglie e corteggiare ognuno la fidanzata dell’altro fino a farle cedere. Uno scambio di coppie e di travestimenti che ha spinto Manara ad ispirarsi alle Metamorfosi di Ovidio con gli dei che cambiano sembianze a scopo seduttivo: “primo fra tutti Giove, campione del mondo in questo campo – scherza Manara -, raffigurato ora come pioggia dorata, ora come cigno per conquistare Leda, mentre la moglie Giunone lo guarda con disapprovazione”. “Il tutto con leggerezza e colori pastello ispirati al ‘700 – continua -, criterio che ho utilizzato anche per disegnare i costumi, per i quali ho dovuto tener conto che, dati i continui travestimenti, potessero essere indossati in maniera veloce uno sopra l’altro”. Ma alla fine l’inganno viene svelato e i due fidanzati traditi accettano di riprendersi le promesse spose, cantando ‘Così fan tutte’. “E proprio in questo consiste l’audacia dell’opera – osserva Manara -, non tanto nell’affermare qualunquisticamente che così fan tutte, quanto nel riconoscere alle donne il diritto di fare l’amore, anche senza essere sposate o innamorate, senza condannarle se tradiscono. E poi, accettare lo scambio di coppie che proprio per questo motivo potrebbe ripetersi, implica il riconoscimento che l’amore possa essere provvisorio. Un’apertura mentale che fa fatica ad essere accettata anche oggi”. E se si chiede a Manara se tra le tante donne anche attrici che hanno ispirato i suoi disegni erotici ce n’è una ideale, risponde: “In quanto ideale, non corrisponde a nessuna, sono un uomo sposato e tutto si sublima nella fantasia”. Oltre alla lirica, il disegnatore è al lavoro sul secondo volume de ‘Il nome della rosa’ che dovrebbe uscire nell’autunno 2024. A dirigere l’opera a Jesi sarà Aldo Sisillo, sul podio della Form-Orchestra Filarmonica Marchigiana, per la regia di Stefano Vizioli. Nel cast Ekaterina Bakanova, Lilly Jorstad, Jiri Rajnis Antonio Mandrillo, Francesca Cucuzza, Emanuele Cordaro (Don Alfonso). Coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno. I 24 bozzetti di Manara per scene e costumi sono invece esposti in una mostra a Palazzo Pianetti di Jesi fino al 29 ottobre.

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