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>>>ANSA/ Cipolletta a Buchmesse, promozione lettura è priorità

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Ultimo aggiornamento 19 Ottobre, 2023, 01:49:18 di Maurizio Barra

(dell’inviata Mauretta Capuano)
Promuovere la
lettura, incrementare il contributo per le traduzioni di autori
italiani all’estero e estendere il più possibile a tutti i
diciottenni quella che dal 1 gennaio 2024 diventerà la Carta
della Cultura e del Merito. Sono queste le priorità del mondo
del libro che “gode di buona salute”, per Innocenzo Cipolletta,
presidente dell’Associazione Italiana Editori da settembre 2023
nella quale porta anche la sua esperienza di economista che ha
gestito molte imprese.

   
“La mia politica industriale del libro si basa essenzialmente su
una politica che favorisca la lettura e quindi la prima cosa è
la disponibilità, da parte delle famiglie, dei libri. Quindi una
politica delle biblioteche scolastiche che sono uno strumento di
diffusione della lettura importantissimo. Noi facciamo
#ioleggoperchè che è una iniziativa per dotare le scuole di
libri attraverso l’impegno delle famiglie a cui gli editori
aggiungono un contributo” dice all’ANSA Cipolletta a margine
dell’inaugurazione dello Spazio Italia alla Buchmesse di
Francoforte che nel 2024 avrà il nostro Paese Ospite d’Onore.

   
“Chiediamo che il governo faccia una politica per favorire le
biblioteche scolastiche, specie nel Sud dove sono meno presenti
e faccia una politica perché le biblioteche di pubblica lettura
siano attive. Non è importante tanto riempire scaffali di libri,
ma che le biblioteche diventino un centro culturale, che
facciano iniziative e attirino i giovani”.

   
Il nuovo presidente dell’Aie si augura anche che “il
regolamento sulla ex 18 App, che sarà attuato dal 1 gennaio
2024, abbia le maglie molto larghe e che possa comprendere il
maggior numero di giovani”. “Quella che oggi chiamiamo Carta
della Cultura e del Merito serve a dare una piccola cifra, ma
importante ai ragazzi quando arrivano a 18 anni. II ministro ha
voluto limitare a certi livelli di reddito e a coloro che hanno
buoni risultati scolastici questo contributo. Noi siamo del
parere che dovrebbe andare a tutti i ragazzi di 18 anni,
qualsiasi sia la situazione. La ministra della Cultura tedesca
ieri ha fatto proprio riferimento a uno strumento analogo dotato
di parecchie risorse e lo ha esaltato per favorire la lettura
dei giovani. Noi lo abbiamo già, non dobbiamo limitarlo ma
espanderlo e farlo crescere perché i giovani sono dei grandi
lettori” afferma Cipolletta. Dai 18 anni “si comincia un po’ a
scendere negli indici di lettura, si entra nel mondo sbagliato
di chi dice ‘non ho tempo per leggere’ come se si avesse meno
tempo per mangiare. Il tempo lo trovi sempre, il tempo esiste,
bisogna saperlo usare” sottolinea.

   
L’Italia ospite d’onore nel 2024 sarà “un’occasione
importantissima. La Germania, paese vicino a noi, ci stima e
traduce un buon numero di nostri autori e quindi dobbiamo
moltiplicare questa possibilità. Lo faremo, l’anno prossimo
presenteremo la più vasta gamma di nostri autori. Abbiamo fatto
un censimento con gli editori. L’obiettivo è individuare un
centinaio di autori” annuncia.

   
La vendita dei diritti di traduzione è vicina agli 8 mila
contratti annui. Un bel segnale? “Anche questa è una politica
che va incrementata da parte del Governo. Il poter tradurre è
accompagnato spesso da un bonus. I contributi assegnati per le
traduzioni sono di 1 milione all’anno. Altri paesi spendono
molto di più. Ci auguriamo che nel 2024 queste possibilità di
sostegno alla traduzione siano implementate. Ne parleremo con il
governo” spiega il presidente dell’Aie che è cresciuta molto in
questi ultimi sei anni. “Per me è una sfida già mantenere i
livelli a cui è arrivata. Poi ovviamente ognuno di noi cerca di
portare quella che è una sua maggiore competenza. Proprio per
questo ho voluto iniziare questa mia presidenza con
l’affermazione di voler promuovere una politica industriale del
libro e di incontro con l’innovazione che apre nuove
possibilità, ma riduce alcuni mercati. Il libro è un settore che
sta andando bene. Non vengo qua a dire ‘dobbiamo resuscitare i
morti’. E’ un settore che produce 80 mila titoli l’anno in
Italia, che non sono troppi, come qualcuno dice , perché sono il
simbolo della pluralità che è necessaria nel mondo della cultura
e per questo
dobbiamo avere una forte attenzione ai piccoli editori”.

   

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