Ultimo aggiornamento 19 Ottobre, 2023, 20:10:01 di Maurizio Barra
Adesso le cimici da letto stanno diventando un problema anche da noi. La loro presenza è stata, infatti, segnalata a Trieste e, sembra, in altre zone d’Italia. Questi parassiti, il cui nome scientifico è Cimex lectularius, somigliano a piccoli insetti che popolano soprattutto le camere da letto e per sopravvivere hanno bisogno di sangue umano. Spesso agiscono di notte, lasciando piccole macchie rosse o morsi sulla pelle delle loro vittime.
A rilanciare l’emergenza riguardo a questi insidiosissimi parassiti è il professor Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e docente di Igiene all’Università del Salento. Le cimici del letto, che in questo periodo preoccupano per le molte infestazioni segnalate in Francia e anche in alcune città italiane, non sono “un problema nuovo, né in Italia né oltralpe. Il consiglio che diamo, in caso di sospetta infestazione è di rivolgersi senza indugio a professionisti”. Se dunque ci si accorge della presenza di questi parassiti “è bene informare il locale servizio di igiene e quindi, in caso di conferma di infestazione – dichiara Lopalco all’Adnkronos Salute – provvedere alla disinfestazione servendosi di servizi professionali. Se non si fa una disinfestazione professionale le cimici ritornano”, precisa l’epidemiologo, evidenziando la necessità di interventi mirati e specialistici”.
Ma come fare a individuare la presenza di questi parassiti nelle nostre case o nella stanza d’albergo che ci ospita? Colpevoli di trasferire le cimici da letto da un Paese all’altro, infatti, sarebbero anche le valige che portiamo in viaggio e gli indumenti che posizioniamo negli armadi delle strutture che ci ospitano per poi rimetterli nel bagaglio.
gettyimages disinfestazione da cimici da letto
“Le cimici da letto richiedono un’attenzione particolare per essere scovate ed eliminate”, ci dice subito Davide Di Domenico, entomologo e referente scientifico di Anid (Associazione Nazionale delle Imprese di disinfestazione).
“Non è che in Italia le abbiamo trovate ora e di certo non si può affermare che arrivino dalla Francia -specifica- Sono dei parassiti diffusi anche in Italia, non è detto che siano state portate da fuori, non è possibile collegarle alla Francia. Bisognerebbe poi sapere con precisione in quali ambienti sono state rinvenute”.
Fatta questa premessa, Di Domenico ci fornisce indicazioni su come accorgersi se la stanza in cui siamo è infestata da cimici da letto e, in caso affermativo, su come riuscire a debellarle.
“Per rilevarle bisognerebbe fare un’accurata ispezione in una serie di punti strategici dove si annidano fino al momento in cui il letto viene occupato -ci dice-. Si tratta di punti molto vicini al giaciglio come la testiera del letto, le doghe, le prese di corrente del comodino; le troviamo poi sotto un quadro o un crocifisso. E’ importante sapere che questi parassiti sono gregari, tendono cioè ad aggrupparsi in un nucleo e lasciano tracce piuttosto evidenti, simili a macchioline scure, sulle superifici. Per individuarli dunque, è opportuno guardare bene i muri accanto al letto, le doghe ed il materasso, se ci sono evidenti tracce scure, che si formano durante la loro digestione, nei pressi ci sarà un nucleo di aggregazione. Controllare bene anche le fessure molto sottili, come i battiscopa, perchè le cimici da letto devono sentirsi compresse”.
“Questi parassiti- continua Di Domenico- si nutrono del sangue delle persone. L’ospite non si accorge di essere punto, se ne rende conto dopo, quando parte la reazione immunitaria. La cimice produce una saliva che ha un effetto anestetico al momento del morso; solo dopo sul corpo della persona colpita compaiono arrossamento e prurito. Esiste poi una sorta di psicosi legata a questi parassiti, la cimicosi. E’ bene perciò avere un approccio tranquillizzante verso la persona che ha avuto un contatto con le cimici da letto”.
Come intervenire per debellare le cimici da letto
“I passi da fare sono pochi, ma precisi”, rimarca l’entomologo. “Bisogna eliminare i nuclei dei parassiti, possibilmente impiegando vapore secco emesso a 180 gradi da dispostitivi idonei; Il vapore uccide anche uova e neanidi, ed è igienizzante e questo processo le uccide immediatamente”.
“La disinfestazione va fatta da un professionista. No alle soluzioni fai-da-te. Si deve partire da un’aspirazione per poi trattare con il vapore secco tutte le fessure e gli anfratti. Per quanto riguarda indumenti e biancheria coinvolti vanno lavati in lavanderia e asciugati sempre con macchinario specifico. Poi vanno chiusi all’interno di sacchi e tenuti in stand-by per un po’ di tempo”.
