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Allarme sui tagli al cinema, il Mic rassicura

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Ultimo aggiornamento 22 Ottobre, 2023, 06:26:27 di Maurizio Barra

 “E’ mia intenzione contribuire agli sforzi necessari alla definizione della prossima Legge di Bilancio 2024, attraverso risparmi di spesa per complessivi 100 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo”. Una lettera inviata dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, rivelata da Domani, ha provocato allarme nel mondo del cinema e le forti proteste dell’opposizione. Almeno fino alla precisazione della sottosegretaria, Lucia Borgonzoni, la quale ha chiarito che il taglio al settore sarebbe stato più contenuto.
    “Oltre al 5% che vale per tutti i ministeri – ha precisato -, per la restante parte l’intervento sarà di 14 milioni di euro e quelli che vengono tolti, vi assicuro, non peseranno”. Acqua sul fuoco delle polemiche, divampate già dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi sugli interventi di razionalizzazione del tax credit e le ipotesi di tagli corposi al fondo investimenti per il cinema: si era parlato di 110 milioni di euro nel 2024 e di poco meno di 105 milioni nel 2025 per un totale di risorse che nel 2023 ammontano, secondo quanto si evince dal sito del ministero, a quasi 750 milioni di euro.
    Le cifre saranno, invece, più contenute, secondo quanto confermato anche dal presidente di Anica, Francesco Rutelli, secondo il quale è stato “fondamentale l’incontro dei rappresentanti delle associazioni con il ministro, in cui si è parlato delle ripercussioni sulla filiera”. “Quella che si annuncia – ha assicurato Rutelli – è una riduzione fisiologica nell’ambito di quelle che il governo ha chiesto di apportare per la manovra di bilancio, a tutti i ministeri”. Come spiegato da Borgonzoni, “non c’è l’intenzione di distruggere un asset industriale così importante nel nostro Paese”. Con il prossimo tax credit – ha sottolineato – verrà individuata una linea specifica “per storie di grandi italiani e del nostro Paese per raccontare l’Italia nelle sue varie declinazioni”. “L’intervento che faremo – ha precisato ancora – è solo per aggiustare principalmente la parte che riguarda il commerciale. Siamo arrivati a un numero di titoli esorbitante, c’è stato qualcosa che non ha funzionato e che va corretto”.
    L’opposizione resta comunque in allarme. “Non ha precedenti che un ministro della Cultura inviti il collega del Mef a tagliare fondi al cinema oltre quelli richiesti. Un settore strategico per l’Italia la cui sofferenza è nota a tutti, tra l’altro. Qui siamo oltre l’imperizia: siamo alla scelleratezza.
    Ci opporremo in ogni sede”, ha detto Elly Schlein, leader del Pd. “Il ministro della cultura dopo aver cancellato la 18App propone di tagliare anche sul cinema. Allucinante. Finiremo con il rimpiangere Tremonti?”, ha scritto sui social il segretario di Iv, Matteo Renzi. “Esasperare questa polemica come fanno Schlein e Renzi non fa altro che disincentivare gli investimenti stranieri. L’opposizione parla tanto di capacità attrattiva ma alla fine si trova a giocare con la maglia degli avversari”, ha replicato il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone.
   

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