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Cervo-mascotte nel Bellunese ucciso da un cacciatore

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Ultimo aggiornamento 23 Ottobre, 2023, 20:18:06 di Maurizio Barra

Indignazione e tristezza nel borgo
dolomitico di Pecol, nel comune di San Tomaso Agordino
(Belluno), dopo la morte violenta, per mano di un cacciatore, di
“Bambotto”, un esemplare di cervo di sette anni che era la
‘mascotte’ del paese e viveva in simbiosi con la gente. Lo
raccontano i giornali locali.

   
Il cervo era anche assurto alla notorietà televisiva, grazie
alla trasmissione Rai “Linea Bianca”. Era noto per affacciarsi
alle finestre delle case per nutrirsi e farsi accarezzare.

   
Nella pagina Facebook animalista ‘Claretta’ ricorda che
“l’opinione pubblica condanna il gesto senza se e senza ma. Il
cacciatore anonimo locale codardo non ci mette nemmeno la
faccia. Ma si dice che nel paese tutti sanno chi è l’autore del
spregevole gesto”.

   
Bambotto – ricorda un commento di una residente – era nato 7
anni fa a Pecol ed era stato portato dalla mamma sullo zerbino
di un’abitazione. Da allora è diventato il cervo di Pecol, e lo
si poteva incrociare per strada tra le frazioni limitrofe.

   
Alcuni cacciatori avrebbero dichiarato di averlo ucciso dopo
aver ricevuto segnalazioni, negli ultimi tempi, di una sua
presunta aggressività.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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