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Giovane bruciato vivo in Algeria, 38 condanne a morte

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Ultimo aggiornamento 23 Ottobre, 2023, 15:38:56 di Maurizio Barra

La Corte d’appello di Algeri ha condannato a morte 38 persone accusate di aver ucciso un giovane bruciandolo vivo durante gli incendi boschivi che hanno devastato ampie zone della Cabilia nell’estate del 2021. Lo riferisce l’Agenzia di stampa ufficiale algerina Aps.

I condannati sono stati accusati fra l’altro di “aver commesso atti di terrorismo e sabotaggio contro la sicurezza dello Stato, l’unità nazionale e la stabilità delle istituzioni”, e di aver “partecipato a omicidi premeditati, atti di tortura e propagazione di discorsi di odio”.

A 6 imputati è stata inflitta una condanna a 20 anni di reclusione, mentre altri 14 sono stati condannati a 3 anni di carcere. In totale, 69 imputati sono stati processati in questo caso, i cui eventi risalgono all’agosto 2021, quando gli attivisti avevano postato sui social un video, poi diventato virale, di un gruppo di persone che torturavano e bruciavano vivo un giovane nel mezzo di una piazza pubblica nella regione di Larbaâ Nath Irathen, nella provincia di Tizi Ouzou, in Cabilia.

L’applicazione della pena di morte in Algeria è stata sospesa dal 1993, ma i tribunali continuano a emettere sentenze capitali in molti casi penali.
   

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