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Covid, Giorgio Palù (Aifa) a Tgcom24: "Con i vaccini salvate 20 milioni di persone"

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Ultimo aggiornamento 25 Ottobre, 2023, 10:37:31 di Maurizio Barra


 

“La sottovariante prevalente a livello globale che circola anche in Italia – illustra Palù a Tgcom24 – è quella Eris, con le caratteristiche di un virus che si replica velocemente, altamente contagioso ma con poche conseguenze, quindi vie aeree superiori, febbre, mal di gola, non c’è polmonite e il rischio è solo per anziani e fragili. E il vaccino va fatto, secondo le indicazioni del ministero. Quindi proprio nei soggetti over 60 per lo stesso concetto che vale per l’influenza. Ormai si applicano al Covid le stesse precauzioni per l’influenza. Quindi da metà ottobre si possono fare entrambi i vaccini”.
 

Cosa rispondere ai Novax? “Quella Novax – afferma Palù – è una pulsione che viene dalla parte più ancestrale del nostro cervello; è una reazione istintiva che non valuta attentamente rischio-beneficio. Ci troveremo sempre, e storicamente ci siamo sempre trovati, con i Novax, perché l’uomo ha reagito sempre in maniera istintiva ai rischi di cui non sa valutare la portata. E oggi davanti al premio Nobel per la Medicina agli scienziati Katalin Karikó e Drew Weissman per avere gettato le basi per i vaccini a mRna anti-Covid e soprattutto davanti alla pubblicazione dei dati restrospettivi sull’impatto della vaccinazione a livello globale, sappiamo di aver salvato 20 milioni di vite. Di fronte a questi numeri c’è poco da aggiungere”.

 

E il futuro dei vaccini a mRna è ancora lungo. “Tra l’altro, – sottolinea Palù – un primo premio Nobel era stato dato nel 1959 a Severo Ochoa e Arthur Kornberg per le scoperte sul meccanismo della biosintesi degli acidi nucleici, ma ci sono voluti anni per arrivare a questo risultato: aver reso, cioè, un vaccino maneggevole. E l’occasione è stata la pandemia, quando in sei-sette mesi si sono fatti tutti gli studi clinici in fase 1,2,3 in decine di migliaia di persone. Per cui si aprono ovviamente nuovi orizzonti, con la capacità di fare un vaccino in pochi giorni, istruirlo sugli antigeni di un tumore che variano da individuo a individuo, quindi con la possibilità di personalizzarlo, questa sta diventando un’arma importante proprio per le malattie neoplastiche”.

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