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Rai e Confindustria insieme contro disparità genere

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Ultimo aggiornamento 25 Ottobre, 2023, 07:16:20 di Maurizio Barra

Rai e Confindustria insieme contro le
disparità di genere. È stato firmato oggi dalla presidente di
viale Mazzini, Marinella Soldi, e dalla vicepresidente di
Confindustria con delega alla sostenibilità, Katia Da Ros, il
Memorandum of understanding No Women No Panel – Senza donne non
se ne parla, campagna europea introdotta in Italia dalla Rai per
una partecipazione bilanciata plurale di donne e uomini negli
eventi di comunicazione. “Un’iniziativa che parte in sede
europea” nel 2018, racconta la presidente Soldi, firmando
proprio nel giorno del grande sciopero in Islanda contro il
gender gap. “Abbiamo aiutato l’iniziativa a esplodere in Italia
– dice – attraendo sui territori, quasi come una colla, comuni,
provincie, Università, insieme per un unico obiettivo: eliminare
la disparità su temi di merito e genere che ancora vediamo.

   
Basta leggere i giornali per vedere che abbiamo ancora
tantissima strada fare. La Rai, come tutti i media, è
responsabile nei messaggi e nel tipo di esempi che diamo alle
ragazze e ai ragazzi. L’elemento più importante di questi
protocolli, che poi sono azioni concrete, è normalizzare la
veduta di uomini e donne che parlano e dibattono in termini di
competenze”. “L’Islanda oggi – aggiunge ancora – ci insegna che
non è mai abbastanza. Bisogna sempre avere una voce per
illustrare le diseguaglianze e in Italia i dati disturbano un
po’. Le cose vanno bene perché agiamo, ma, dati Istat, il 30%
degli uomini pensa che lavorare sia cosa fa uomini. È importante
avere le imprese con noi, perché le imprese fanno e creano”. La
firma è “un momento storico, che serve per cambiare una cultura
che oggi non è paritaria”, aggiunge la vicepresidente di
Confindustria, prima associazione di imprese a diventare partner
dell’iniziativa. “La prima grande dote di questa campagna – dice
– è aumentare la consapevolezza. E misurare poi il cambiamento,
che è fondamentale”. Come Confindustria “ci siamo dati un’agenda
2030 e il punto 5 è proprio la parità di genere. E questa
iniziativa è un’ulteriore leva”. Obiettivo del protocollo è
infatti quello di diffondere modelli e messaggi che garantiscano
parità di accesso e intervento negli spazi formativi di
comunicazione, rispetto della dignità personale culturale e
professionale della donna e valorizzazione nel suo ruolo della
società. “Sarà interessante – conclude Soldi -vedere tra un
anno cosa ci racconteranno i nuovi numeri”.

   

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