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Agenas, Rozzano e Ancona sono i due migliori ospedali italiani

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Ultimo aggiornamento 26 Ottobre, 2023, 14:07:15 di Maurizio Barra

Per il secondo anno di seguito, salgono sul podio di migliori ospedali d’Italia l’Irccs Istituto Clinico Humanitas di Rozzano e l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche. I due ospedali, il primo privato ed il secondo pubblico, figurano infatti al top nella classifica del Programma Nazionale Esiti (Pne) dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) sviluppato su mandato del ministero della Salute. Le due strutture hanno riportato una valutazione di qualità alta o molto alta per almeno 6 aree cliniche su un totale di 8 (cardiocircolatorio, respiratorio, chirurgia generale, chirurgia oncologia, osteomuscolare, nefrologia, sistema nervoso, gravidanza e parto).

    Nel 2022 circa un terzo delle strutture è stato valutato solo per una o due aree cliniche. Delle 331 strutture italiane valutate invece per almeno 6 aree cliniche, evidenzia il Pne, solo l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano ha una valutazione di qualità alta o molto alta per tutte le aree cliniche considerate, ovvero 7 su 8, tra i privati. Tra le strutture pubbliche, invece, quella che ha riportato una valutazione migliore è l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, con qualità alta o molto alta in 6 aree. Nella stragrande maggioranza delle strutture ospedaliere tuttavia, si rileva nel rapporto, convivono aree di qualità alta o molto alta con aree di qualità di livello basso o molto basso. 

    Aumenta il numero degli ospedali italiani classificati ad alta qualità per la maggioranza delle prestazioni. A evidenziarlo è il Programma nazionale esiti 2023 (Pne) dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), sulla base di vari indicatori. La proporzione di strutture con livello di qualità alto o molto alto per almeno il 50% dell’attività svolta, rileva Agenas, è aumentata rispetto al 2021, passando dal 23% al 26% nel 2022. Rispetto alle varie aree di intervento, il Pne registra tuttavia delle “diseguaglianze nell’assistenza sanitaria”.

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