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Cosca nomadi a Catanzaro, 82 indagati per associazione mafiosa

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Ultimo aggiornamento 26 Ottobre, 2023, 14:47:26 di Maurizio Barra

Sono 82 gli indagati ai quali è
stata notificata la chiusura indagini legate all’inchiesta che
vede implicata, con l’accusa di associazione mafiosa, la
presunta cosca dei nomadi di Catanzaro. Per la prima volta la
Dda del capoluogo regionale ha individuato gli appartenenti
della criminalità rom come affiliati alla ‘ndrangheta.

   
Le indagini della squadra mobile di Catanzaro, infatti,
avrebbero monitorato riti di affiliazione e rapporti con altre
cosche come quella di Isola Capo Rizzuto, Cutro e altri storici
clan operanti sul capoluogo. Secondo l’accusa, Catanzaro sarebbe
passata dal controllo della ‘ndrangheta crotonese alla cosca
nomade Bevilacqua-Passalacqua composta da soggetti che hanno
ricevuto i ‘battezzi’ di ‘ndrangheta. Tra le accuse contestate,
associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsioni,
detenzione di armi, procurata inosservanza di pena.

   
Promotore del clan Bevilacqua-Passalacqua è considerato Luciano
Bevilacqua, detto ‘puzzafogna’ dotato del grado di ‘Santista’. A
detenere la ‘dote’ della Santa vi sarebbe anche Massimo
Berlingere, detto ‘musciu’ nipote del boss defunto Domenico
Bevilacqua.

   
Il procuratore aggiunto Giancarlo Novelli e i sostituti
Paolo Sirleo e Debora Rizza hanno indicato ai vertici del
sodalizio anche Luigi Vecceloque Pereloque, Massimo Bevilacqua,
Vincenzo Berlingeri, Domenico Passalacqua classe ’73, Ernesto
Bevacqua.

   

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