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Ultimo aggiornamento 26 Ottobre, 2023, 14:59:13 di Maurizio Barra
“Se vuoi te lo spiego io come si
fanno i figli!”, “È solo un aborto, fanne subito un altro”, “Ah,
fate Pma? E di chi è colpa: tua o sua?”, “Ma la mamma vera lo sa
che sono nate le bambine?” Queste sono solo alcune delle tante
frasi che molte donne sentono ogni giorno, il più delle volte
pronunciate inconsciamente, come risultato di anni di stigma
sociale intorno all’infertilità.
La società, l’ambiente, i media e persino i medici a volte
“tendono a banalizzare e sminuire il processo che i pazienti
infertili attraversano, rendendo ancora più complicato il
percorso che si trovano a dover affrontare”. Per ridefinire il
modo in cui questo argomento viene comunicato, rappresentato e
raccontato, la rete Ivi di centri di Medicina riproduttiva ha
realizzato, in collaborazione con l’associazione ‘Strada Per Un
Sogno’ e il movimento Oneofmany, un manifesto per cambiare il
“Linguaggio della fertilità”, promuovendo un linguaggio più
empatico, inclusivo e rispettoso, che possa riflettere
adeguatamente la complessità delle sfide affrontate da chi vive
l’infertilità.
“In Italia l’infertilità riguarda il 15% delle coppie,
equivalente a circa una coppia su sette – commenta Daniela
Galliano, specialista in Ginecologia, Ostetricia e Medicina
della Riproduzione, Responsabile del Centro Pma di IVI Roma –
Nonostante dal 2009 sia ufficialmente riconosciuta come una
malattia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), oggi
l’infertilità viene ancora descritta attraverso un linguaggio
poco empatico, inappropriato, che a volte può persino risultare
aggressivo. Di conseguenza, coloro che cercano una cura e
ricorrono alla medicina della riproduzione per avere un figlio
possono sentirsi giudicati, colpevolizzati o incompresi nel loro
percorso verso la genitorialità. Per questo, è importante
demistificare, rompere i tabù, evitare eufemismi”.
“Il linguaggio che la società utilizza per descrivere
l’infertilità o la perdita di un bambino, sottolinea Vincenza
Zimbardi, psicologa Ivi Roma – può avere un impatto enorme su
come una persona può sentirsi. Potremmo cominciare a parlare di
difficoltà di concepimento più che di sterilità o di mancato
impianto invece che impianto fallito. Sembrano sfumature, ma non
lo sono: diventano messaggi di comprensione, vicinanza e
accoglienza che fanno stare meglio l’altro”. Le frasi e le
parole da evitare e quelle da usare quando si parla di
infertilità sono pubblicate nel manifesto, iniziando a dire ‘Mi
dispiace che si stia succedendo questo e sono qui se vuoi
parlare’, o chiedere ‘Posso fare qualcosa per aiutarti?’
Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!
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